'Ndrangheta e imprenditoria: assolto politico, confermate 12 condanne (NOMI)
Sono state confermate due assoluzioni, ribaltata in assoluzione una condanna, mantenute sei condanne, ridotte sei pene e dichiarata l'estinzione del reato per uno degli imputati, tra cui professionisti, commercialisti, affiliati alla 'ndrangheta dei Grande Aracri di Cutro e un politico. Questi erano coinvolti nell'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nota come Farmabusiness, che ha svelato connessioni illecite tra mafia e imprenditoria nel settore farmaceutico. L'indagine ha resistito sia in primo che in secondo grado, quando il giudice Barbara Saccà, il 18 febbraio dell'anno scorso, emise quattordici condanne e sei assoluzioni per i venti imputati accusati di associazione a delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro illecito, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione, violenza o minaccia a un pubblico ufficiale e intestazione fittizia di beni.
Gli appelli della Dda contro l'ex assessore Domenico Tallini e la richiesta di condanna per violenza o minaccia a pubblico ufficiale per Tommaso Aprile non sono stati accolti dai giudici. In particolare, l'allora assessore Tallini ha mantenuto l'assoluzione, mentre Aprile è stato assolto ribaltando la condanna iniziale.
Le condanne confermate dalla Corte di appello di Catanzaro includono Paolo De Sole a 8 anni e 4 mesi, Domenico Grande Aracri a 2 anni e 8 mesi, Salvatore Grande Aracri a 10 anni e 8 mesi, Pancrazio Opipari a 8 anni e 6 mesi, Salvatore Francesco Romano a 11 anni e 4 mesi e Leonardo Villirillo a 10 anni e 8 mesi.
Per Maurizio Sabato, il reato è stato estinto a causa della morte sopravvenuta, mentre sei imputati hanno ottenuto lievi sconti di pena, tra cui Giuseppe Ciampà, Donato Gallelli (alias Calimero), Elisabetta Grande Aracri, Salvatore Grande Aracri, Giuseppina Mauro (detta Maria) e Domenico Scozzafava.
Infine, Santo Castagnino ha visto ribaltare la sua condanna a 10 anni e otto mesi in primo grado, venendo assolto con la formula "per non aver commesso il fatto".
