Nessuna infiltrazione della 'ndrangheta: Comune del Vibonese evita lo scioglimento
Il prefetto di Vibo Valentia, Paolo Giovanni Grieco, ha reso noto le motivazione del ministero degli Interni del mancato scioglimento del consiglio comunale di Mileto.
"Il ministro degli Interni - si legge nella nota - dopo approfondito esame dei contenuti della relazione della Commissione di indagine, istitutita con decreto prefettizio del 5 dicebre del 2023, ha ritenuto, tenuto anche conto della consolidata giurisprudenza intervenuta in materia, che non siano compiutamente emersi nei confronti degli amministratori e dei componenti dell'apparato burocratico del Comune di Mileto quegli essenziali elementi concreti univoci e rilevanti per l'adozione del mensionato provvedimento dissolutorio".
In ogni caso, l'accesso ispettivo ha fatto emergere "situazioni di irregolarità sicuramente indicativa di una diffusa "mala gestio" che hanno determinato disfunzioni nella gestione amministrativa, in particolare delle procedure di appalto di lavori, fornitori e servizi nella riscossione dei tributi comunali".
Si ravvisa, pertanto, "l'esigenza di riorganizzare il sistema dei controlli interni volti ad assicurare il rispetto dei principi di regolarità e trasparenza dell'azione amministrativa, nonché l'adozione di atti di indirizzo e controllo al fine di contrastare il fenomeno dell'evasione e dell'elusione dei tributi locali e per il loro recupero".
Tra i provvedimenti da adottare al comune di Mileto ci sarebbe anche la sospensione per sei mesi di un funzionario dell'ente.
La commissione d'accesso. La commissione d’accesso era stata inviata lo scorso 11 dicembre per poi concludere il suo capillare lavoro di verifica sei mesi dopo. Ad accendere i riflettori sulla sede comunale miletese sarebbero stati i risultati dell’inchiesta “Maestrale-Carthago” condotta dalla Dda di Catanzaro che avrebbe passato al setaccio non solo e non tanto l’operato dell’amministrazione in carica, ma anche quello delle precedenti amministrazioni. Un lavoro investigativo che ha portato alla luce atteggiamenti non ortodossi di più consiglieri del passato ritenuti sensibili alle richieste della criminalità organizzata. E, giustamente, per gli errori del passato non poteva pagare l’amministrazione in carica.
