Giustizia, dalla Calabria Conte all'attacco del Governo Meloni
Il leader del M5S all'Unical per il referendum: «Pm nel mirino della casta per paura delle inchieste». Critiche feroci anche su economia e armi
Un affondo a tutto campo quello di Giuseppe Conte dall'Università della Calabria. Il leader del Movimento 5 Stelle ha scelto la platea di Rende per alzare il tiro sul governo Meloni, trasformando l'appuntamento referendario sulla giustizia in un processo politico all'intero operato dell'esecutivo.
Il cuore dell'intervento di Conte è stato la durissima critica alla riforma della magistratura. Secondo l'ex premier, il progetto del centrodestra non mira a migliorare il servizio per i cittadini, ma a proteggere la classe politica. «È ignorante chi dice che questo referendum migliori la giustizia. Non ci sono investimenti, non c'è nulla per i cittadini», ha tuonato Conte davanti ai giornalisti. «C'è invece un trucco sofisticato per mettere i pubblici ministeri sotto il tacco del governo. Hanno paura delle inchieste e vogliono disarticolare la Costituzione».
Conte ha poi sfidato apertamente la Premier: «Adesso che vedono la rimonta del "No", dicono che il referendum non è un giudizio sul governo. Giorgia Meloni si faccia un esame di coscienza e valuti cosa fare se dovesse perdere».
L'analisi del leader pentastellato si è poi spostata sui dossier economici e internazionali. Conte ha accusato l'esecutivo di eccessiva passività di fronte alle politiche commerciali aggressive degli Stati Uniti e alla questione dei dazi.
Secondo il presidente del M5S, la tanto sbandierata "stabilità" del governo Meloni è un guscio vuoto che non produce benefici reali: «La stabilità è un valore solo se fai qualcosa per famiglie e imprese. Qui la situazione non migliora, peggiora sempre. Mentre mancano i sostegni ai cittadini, continuano a programmare investimenti miliardari nel settore militare».
Oltre alle barricate politiche, Conte ha voluto dare un segnale di vicinanza al territorio calabrese, colpito duramente dalle recenti ondate di maltempo. Il leader si è recato a Sibari per testimoniare la solidarietà del Movimento, ricordando l'impegno economico diretto della sua forza politica.
«Siamo qui in punta di piedi, ma orgogliosi di aver stanziato un milione di euro, derivante dal taglio dei nostri stipendi, per le regioni colpite dal maltempo. Quando si spengono i riflettori mediatici è il momento in cui bisogna tenere l'attenzione più alta: chi ha subito danni ha bisogno di risposte costanti, non di passerelle».
