Draghi ottiene la fiducia al Senato: il voto dei parlamentari calabresi
Dopo una giornata di discussione il Senato della Repubblica ha votato, a partire dalle 23, la fiducia al governo guidato da Mario Draghi. L'esito finale registra - come prevedibile - un'ampia maggioranza: 262 voti favorevoli, 40 contrari e 2 astenuti. Per quanto riguarda i senatori calabresi non c'è stata nessuna sorpresa nelle file di Forza Italia - dove Giuseppe Mangialavori, Marco Siclari e Fulvia Caligiuri hanno votato favorevolmente - né in quelle di Italia Viva dove era scontato il "si" di Gelsomina Vono e Ernesto Magorno. Nessuno della delegazione calabrese del M5S, invece, ha deciso di votare la fiducia al neo Governo (4 voti contrari e 1 assente).
L'agitazione nel M5S, dove i malumori vanno avanti dalla scorsa settimana, è quindi diventata "ufficiale". A partire dal "leader" degli oppositori a questo Governo, il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, che ha deciso di mettere il suo dissenso nero su bianco votando no. Un voto palesemente contrario che ha un peso non indifferente se si considera che negli ultimi giorni in molti, a partire da Davide Casaleggio, avevano invitato chi "sente il disagio nel sostenere questo Governo" ad astenersi. Così come rileva l'avvertimento del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, che ha oggi lasciato intendere che chi si avesse votato negativamente sarebbe stato espulso, come prevede il regolamento. Una strada, quella dell'astensione, seguita ad esempio dal senatore del Reggino Giuseppe Auddino, risultato assente al momento del voto.
Hanno poi preso una posizione netta come Nicola Morra, con un voto contrario, anche Rosa Abate, Margherita Corrado e Bianca Laura Granato. Quest'ultima, in particolare, si è fatta notare chiedendo di intervenire, in dissenso contro il proprio gruppo, durante le dichiarazioni di voto. Il suo - ha voluto esplicitare - è stato infatti un voto contrario “in coerenza con i miei principi e in ascolto degli attivisti del M5S che hanno chiesto una presa di posizione netta contro la costruzione di un governo in cui non potremmo essere determinanti”. Gli stessi attivisti, spiega, “ci hanno scritto che ‘vorremo fosse la politica e non la finanza a gestire l’economia, perchè l’economia deve svolgere funzione sociale prevista dalla Costituzione e non far arricchire pochi’”. "I nostri attivisti - ha concluso - hanno bisogno di sperare che questa non sia la fine di un sogno”.
(Foto Ansa)
