Vibo, il M5S boccia il nuovo progetto di Piazza Municipio
“Il nuovo progetto della “Piazza Municipio” di Vibo Valentia, recentemente presentato dalla Giunta comunale, sembra non avere una visione strategica, né tantomeno urbanistica, per una città del futuro, ma solo di semplice ammodernamento (pavimentazione ed alberi), non riconoscendo che invece si tratta di un luogo estremamente significativo per la città”. E’ quanto sostiene in una nota il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Domenico Santoro.
Lo stesso aggiunge: “Dal Concorso di Idee, la cui procedura è giustissima e da utilizzare nella maggior parte dei lavori pubblici, ci si aspettava un grande progetto in cui i cittadini potessero riconoscere la Storia della importanza territoriale della nostra Città, a partire dai fasti della Magna Grecia, del periodo Medioevale e quello Ottocentesco. Ed invece ci si trova innanzi un progetto di piazza che non innova ed anzi sceglie lo status quo. Pertanto occorre ribattere alla ingiuria collettiva che si sta diffondendo: “Forse è vero, non vale la pena spendere un milione di euro per quattro alberi nuovi da mettere nella piazza principale di Vibo Valentia”. Ciò è fattibile se nel progetto definitivo e nel successivo esecutivo, ancora da realizzare, si inseriscono elementi di innovazione che eliminino il “concetto del non finito” in cui si troverebbe la piazza. In particolare occorrerebbe correggere gli errori di continuare con il disegno della piazza anteguerra che nasconde la stratificazione storica sottostante esistente e dell’oscuramento progettuale della vista del Castello dalla piazza stessa. Si ricorda che piazza Martiri d’Ungheria è proprio la confluenza del “Cardo” romano che vede attualmente come vista prospettica proprio il Castello, prospettiva negata dal progetto vincitore, vedi i nuovi alberi inseriti, e pertanto risulta essere una grave scelta errata. Ed ancora i cittadini si aspettano un luogo in cui le varie culture si possano riconoscere. La piazza italiana è sempre caratterizzata proprio dal confronto delle funzioni del potere politico, quello culturale, religioso e quello commerciale”.
E infine: “Oggi nella piazza vi sono solo le funzioni politica e cultura, quindi sarebbe stato ovvio l’introduzione di ulteriori funzioni, almeno quella commerciale e soprattutto che il confronto fra politica e cultura potesse avvenire senza l’arroccamento di un muro anacronistico1 che racchiude la scuola. Quindi non serve ammodernare la qualità dei materiali, ma occorre che la piazza superi la sua condizione del "non finito" che richiede l'introduzione di altre funzioni, come quelle commerciali e ludiche, oppure una nuova visione di innovazione urbanistica che proietti la città su un nuovo “futuro”".
