‘Ndrangheta, il coinvolgimento del genero del boss allarma la Chiesa (NOME)
La maxi inchiesta “Ducale” sul voto di scambio tra 'ndrangheta e politica condotta dalla Dda di Reggio Calabria e che ha portato all’esecuzione di 14 misure cautelari rischia di creare qualche imbarazzo alla Chiesa.
Perché – ricorda Il Messaggero – nell’operazione è stato coinvolto anche Daniel Barillà, ritenuto dagli inquirenti una figura interessante, essendo il genero del presunto boss Domenico Araniti, “il Duca”.
Barillà (per il quale ora è stato disposto l'obbligo di firma dal Tribunale del Riesame), riporta ancora il quotidiano romano – “lavorava come consulente alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, vale a dire l'istituzione universitaria collegata col Vaticano. Il suo contratto di lavoro coordinato e continuativo prevedeva funzioni «nell'area del fundraising, management e nella comunicazione». Naturalmente i vertici della Facoltà Teologica (che ha sede nella diocesi di Napoli) hanno subito preso le distanze e nessuno risulta coinvolto nell'inchiesta, anche se l'arresto iniziale di questa persona di fatto ha allarmando la Chiesa” Barillà nel frattempo è stato sospeso dall'incarico e in seguito il contratto che aveva è stato cancellato.
