Comune Vibo, Costa "ignora" la verifica: "Nessuna richiesta formale"
Il sindaco, alle prese con una serie di problemi amministrativi, non entra nelle beghe politiche che stanno dividendo la sua maggioranza
«Non ho ricevuto alcuna richiesta formale di incontro, né di verifica da parte delle forze che compongono la mia maggioranza». Taglia corto Elio Costa. Il sindaco di Vibo prova a tirarsi fuori dalla polemica sorta dopo la votazione che ha consentito di eleggere Loredana Pilegi alla presidenza della Commissione speciale per il nuovo ospedale. Almeno lui, non ritiene ufficiale l'appello pervenuto da Udc, Ncd e Vibo Unica che, senza usare giri di parole, hanno chiesto un confronto per verificare la tenuta della maggioranza, dopo
il “Nazareno” in salsa vibonese. Il primo cittadino chiarisce, invece, che «il regolamento avrebbe dovuto essere reso più chiaro sin dall'inizio da chi di competenza».
La reazione. Ad ogni modo, si tratta di dinamiche interne nelle quali non intende entrare. «Problemi loro – sbotta il capo dell'amministrazione alla Gazzetta del Sud – Se gli eletti del Pd non vogliono la presidenza di una commissione è una questione che non riguarda certo il sindaco».
Questioni amministrative. Costa, parlando piuttosto da amministratore e quasi snobbando le beghe politiche e i personalismi, appare preoccupato da altri problemi che attanagliano la città: «Dalle fogne al dissesto idrogeologico, passando per l'abusivismo e la raccolta dei rifiuti». Troppo poco per aggirare le divergenze che stanno corrodendo dall'interno una maggioranza assolutamente disomogenea, vittima di tanti leader che, giocando di spada più che di fioretto, si continuano a sfidare neppure tanto allegramente a duello. A fronteggiarsi, nella sostanza, sono due gruppi, ormai ben definiti: da una parte gli uomini di Luciano, Bruni e Grillo; dall'altra quelli di FI talora in sintonia con il Pd. Due “corazzate” che hanno progressivamente stretto in un angolo i pochi uomini eletti tra le file de “La città che vorrei”, prossima, peraltro, a perdere pezzi. Giuseppe Muratore viene ritenuto, infatti, vicinissimo agli azzurri, mentre Giuseppe Policaro e Maria Rosaria La Grotta sarebbero prossimi a dar vita ad un nuovo gruppo. Anch'essi risentiti dopo la marcia indietro di Costa sulla federazione con “Territori e Libertà”.
Gli inciuci. Un asse sul quale era stato posto un veto dalle forze di maggioranza, berlusconiani in primis. Veto stranamente non più valido qualche giorno più tardi quando
loro stessi hanno deciso di strizzare l'occhiolino alla principale
forza d'opposizione.
