Il segretario della Cgil annuncia l'adesione alla manifestazione di Libera e della parrocchia dopo la doppia sparatoria ma ammonisce anche sulla necessità di spezzare il silenzio 

Libera e la comunità parrocchiale di don Piero Furci hanno chiamato a raccolta, e la Cgil ha risposto "presente". L'appuntamento è per sabato, un'occasione per dire no alla violenza, dopo la doppia sparatoria che ha gettato nello sgomento la comunità del quartiere Affaccio. C'è paura ma a quella paura si è inteso rispondere con una fiaccolata, per tornare ad accendere la speranza. Per questo ha deciso di esserci la Cgil, guidata dal segretario Luigi Denardo, in quello che rappresenta "un momento di grande condivisione, di partecipazione e di impegno sociale. La vicinanza e la solidarietà verso i cittadini di un quartiere fortemente provato dall'arroganza criminale è un gesto di significativa importanza. Il vero senso di quel bene comune – spiega Denardo - spesso abusato da inutili parole, che serve per solidificare con l'impegno alla legalità i veri progetti di un possibile cambiamento e di riscatto nel nostro territorio".

Luigi Denardo segretario Cgil

La fiaccolata. L' iniziativa di sabato, spiega il segretario della Cgil, "voluta dalle tante fresche e tenaci volontà giovanili è ancora una fiammella che tiene accesa l'immortalità della speranza, legandola al coraggio delle nostre scelte per riuscire a scongiurare la stupida ed a volte arrogante indifferenza. Pertanto, non sarà certamente un momento risolutivo, quanto, invece, potrebbe rappresentare un passo in avanti per legare una nuova sensibilità tra le assonnate istituzioni politiche ed i cittadini, in una azione più incisiva coordinata da Libera e collaborata dalle autorità e dalle forze dell'ordine. Rimane altrettanto evidente – conclude - che nella totale incapacità reattiva, fino ad oggi dimostrata, oltre al danno per la storia dei nostri padri lasceremo l'onta della vergogna sulle spalle dei nostri figli".