Banca del Vibonese, Davola respinge accuse e dicerie: ecco come stanno le cose
Dopo le dimissioni e la visita ispettiva di Bankitalia parla l'ormai ex presidente della Bcc per mettere un punto alle polemiche e spiegare le ragioni del suo addio
Non si spengono i riflettori e resta alta l'attenzione sulla Banca di credito cooperativo del Vibonese. Dopo la nuova visita ispettiva della Banca d'Italia e le dimissioni del presidente Gennaro Davola – a soli otto mesi dalla sua elezione - infatti, nuove ombre si era addensate sull'Istituto di credito già in passato finito al centro delle cronache, dopo la fusione tra la Bcc di Maierato e quella di San Calogero. A voler parlare, però, adesso è il presidente dimissionario Davola che intende mettere un punto alle polemiche.
L'intervento. Intende fare chiarezza Davola, per spiegare la sua decisione di fare un passo indietro. In primis, respinge tutte le insinuazioni e “le dicerie di alcuni allo scopo di gettare delle ombre sul mio operato e su quello del Consiglio di amministrazione nella sua interezza”. Da qui, la decisione di ripercorrere le tappe: "A seguito dell’arrivo degli ispettori di Banca d’Italia ho dovuto presenziare – ha spiegato – a diverse riunioni, incontri e confronti che hanno sottratto tantissimo tempo alla mia attività principale, quella di commercialista”. Un'agenda fitta, insomma, "considerata la necessità di portare la nostra Bcc nel Gruppo Iccrea” e che richiederà "sempre maggiore impegno e tempo”. Tempo tolto al proprio lavoro, dunque, questo il principale motivo per cui Davola avrebbe gettato la spugna.
Il bilancio. In ogni caso, l'ormai ex presidente sottolinea che in questi otto mesi è stato portato avanti un "grande e duro lavoro” per arrivare alla soluzione “di problematiche importanti, più volte sollecitate alla precedente governance da Banca d’Italia”. Tra queste, la razionalizzazione della rete, il rafforzamento dell’area commerciale, il miglioramento della redditività, la riduzione dei costi ed il rafforzamento dei presidi antiriciclaggio. “Tutti gli indici e i parametri sono migliorati – ha fatto sapere - ed il prossimo bilancio riporterà finalmente risultati positivi, frutto del gran lavoro svolto dal sottoscritto e da tutto il Cda che, malgrado figlio di diversi schieramenti, mi è sempre stato vicino e collaborativo in tutte le iniziative”. Passi in avanti, insomma, dopo le diatribe sorte dalla fusione delle due banche. Quindi, il ringraziamento di Davola al Cda, a soci e dipendenti nella convinzione che le dimissioni sono state una scelta “non facile ma soffertissima – ha concluso l’ex presidente -. Tuttavia ho ritenuto che fossero necessarie per fugare ogni dubbio anche nei confronti dell’organo ispettivo visto che, col dovuto riserbo del caso, non ho potuto fare a meno di notare come qualcuno abbia speculato sulla mia linearità e sulla mia assoluta estraneità a possibili interessi personali”.
Il futuro. Si va avanti, però, e su questa strada, comunque, ha spiegato Davola si prosegue e a guidare l’istituto di Credito fino alle prossime elezioni, in programma per maggio o giugno, sarà il vice presidente vicario, l'avvocato Francesco Muzzopappa che già nei giorni scorsi era intervenuto per mettere un punto alle polemiche.
