Vibo, Grillo molla l'amministrazione Limardo: "Troppi trasversalismi"
Lo strappo tra l'area politica che fa riferimento all'ex consigliere regionale Alfonso Grillo (a sua volta punto di riferimento sul territorio di Piero Aiello) e l'amministrazione comunale di Vibo è definitivo. Insanabile. Dopo essersi allontanato dall'esecutivo di centrodestra guidato da Elio Costa, Grillo abbandona anche questo esecutivo. E ne spiega compiutamente le ragioni: "Per capire fino in fondo le regioni di questa scelta - sottolinea Grillo - è necessario fare qualche passo indietro. L'esperienza Costa è fallita a causa di un ipertrofico egocentrismo del primo cittadino che, ad un certo punto, ha ritenuto di poter fare a meno dei partiti. La crisi di indennità ha fatto sprofondare lui e la città nell'isolamento politico, le distanze con i cittadini e l'opinione pubblica e il mondo sociale hanno fatto il resto".
Con questa esperienza alle spalle, "partendo dagli errori commessi – rammenta Grillo - ci siamo guardati in faccia e insieme agli altri leader dei partiti di centrodestra ho preso parte alla costruzione della coalizione che avrebbe dovuto governare la città, con una identità politica, con una squadra di governo di alto profilo, e con un candidato a sindaco autorevole ma aperto al dialogo e al confronto con tutte le componenti della coalizione. La scelta della Limardo - aggiunge Grillo - è stata da me condivisa perché ritenevo fosse la persona giusta avendo avuto io in passato rapporti politici in quello che fu il partito di destra per eccellenza (il riferimento è ad Alleanza Nazionale, ndr). Una donna dinamica, di esperienza, e soprattutto di garanzia per tutti", quella Maria Limardo, secondo Alfonsino Grillo. Ebbene, "si ricorderà come io sia stato molto critico nell'accogliere nella coalizione gruppi, esperienze e storie, di personalità provenienti da altri realtà politiche e di militanza nel Pd fino al giorno prima; tuttavia fui il solo a sollevare il problema".
E i problemi sono arrivati puntuali: "Acquisita la vittoria elettorale – evidenzia Grillo - non ho avuto alcuna esitazione ad abbandonare il tavolo delle trattative per la costituzione della Giunta, perché da subito ho intuito che i "tutto era cambiato perché nulla cambiasse". Tutti, sottolineo tutti i presupposti erano venuti meno, l'egemonia dei due gruppi predominanti si era fatta sentire da subito, i criteri per la scelta della Giunta che inizialmente erano vincolanti, per giungere ad un esecutivo di alto profilo e condiviso, totalmente dimenticati".
E il primo cittadino? "Tutto accadeva, con mia grande meraviglia, sotto lo sguardo rimesso del neo sindaco. Pur abbandonando il tavolo, perché chi mi conosce sa, che il ruolo di testimone di pietra poco si confà al mio carattere, sono uscito giustificando doverosamente la mia posizione all'opinione pubblica e ai cittadini vibonesi, ma senza guerriglia. Speravo in cuor mio di essere smentito, ed invece solo conferme. La Giunta di alto profilo altro non è l'espressione dei due gruppi dominanti che hanno persino scelto i rappresentati di altri partiti e movimenti. Non solo, poiché al peggio non c'è ma fine, ben tre esponenti dell'esecutivo avevano la tessera in tasca del Pd, rispettata la consuetudine tutta vibonese che vede la città sempre afflitta da un trasversalismo strisciate che non le permette di emergere nonostante le mille e mille potenzialità. Nonostante tutto – incalza Alfonso Grillo - abbiamo mantenuto in consiglio comunale un profilo assolutamente tranquillo, sempre a sostegno dell'amministrazione e condividendo tutto ciò che veniva proposto a favore della collettività, sperando in un cambio di passo, nell'attuazione dei programmi ricchi di annunci e poveri di azioni, nelle formule di rilancio mai applicate. Non è mai mancato il nostro contributo a tutela e salvaguardia dei diritti dei cittadini, vedi le azioni di Lorenza Scrugli, le nostre idee di rilancio della città - Porto, Italcementi, Vibo Marina porta del turismo - rimaste al momento lettera morta".
"Non abbiamo condiviso ad esempio l'approvazione del Psc - rimarca l'esponente di Forza Italia - a tal proposito approfitto per far sapere all'ingegnere Scalamogna che è stato responsabile tecnico di Gerocarne quando ho rivestito il ruolo di sindaco, che la sua risposta, nel merito è alquanto deludente, lo ricordavo più preparato, evidentemente una cosa è guidare l'Ufficio tecnico altra cosa è rivestire ruoli istituzionali. Comunque, a parte le offese passibili di denuncia - conclude Grillo - sulle quali sorvolo perché non sono abituato a fare politica con la carta bollata, quindi può stare tranquillo, la sua proposta di approvare il Psc, ha di fatto cristallizzato la situazione, mantenendo vincoli e limitazioni, che di fatto condanneranno la città al blocco urbanistico ancora chissà per quanto tempo. Mi auguro di sbagliare, ma credo sarà una scelta che pagheremo a caro prezzo, specialmente su Vibo Marina, dove come avevo previsto il Ctr ha bocciato il Documento di Valutazione Incidenti Rilevanti. Ci spieghi ora, piuttosto, nel merito cosa intende fare".
