Comune Vibo, 9 assessori cambiati in due anni e mezzo. Solo due i "superstiti"
Un'intera giunta è stata quasi completamente spazzata via le lotte intestine ad una maggioranza formalmente civica, gestita dalla politica
Due anni e mezzo dopo è cambiata quasi tutta la giunta. Degli assessori nominati da Elio Costa subito dopo il suo insediamento, dopo la giornata odierna, rimarranno soltanto Raimondo Bellantoni e Laura Pugliese. Per il resto è stata una "carneficina". Responsabilità dei partiti, del civismo, della mancanza di equilibri, di un sindaco troppo legato al manuale Cencelli ed alla logica per cui la giunta dovesse essere lo specchio della maggioranza in Aula? Svariati i motivi che hanno indotto "fior di professionisti", a gettare la spugna. L'esecutivo ha subito modifiche mediamente due volte all'anno. Il primo a gettare la spugna fu l'assessore all'Ambiente Vincenzo De Filippis il 31 dicembre 2015. Alla base della scelta non motivi personali, come si ventilò in un primo momento, ma un rapporto difficilissimo con i burocrati di palazzo Luigi Razza cui nessuno, neppure il sindaco, era riuscito a mettere un freno.
A seguirlo, il 26 aprile 2016, fu il titolare della delega ai Lavori Pubblici. Francesco Alessandria sbattè la porta per "sopraggiunti motivi professionali". Anche qui, qualche dubbio è rimasto, rispetto al fatto che il professionista non si sentì "tutelato" abbastanza, dinanzi ad alcune particolari contingenze. Otto mesi più tardi, il primo assessore ghigliottinato dalla politica. A chiedere la testa di Loredana De Marco fu Forza Italia, o meglio, i Liberali per Vibo. Era il 29 dicembre 2016. Neanche un mese più tardi, a gettare la spugna fu Bruno Cutrì che, prima di lasciare l'esecutivo, denunciò parentele sospette e casi di "illegalità istituzionale". Il sindaco lo invitò a recarsi in Procura, lui preferì andarsene a casa.
A poco più di sei mesi da quel tesissimo gennaio 2017, sarebbe arrivato il patto a tre di mezza estate, Costa-Luciano-Mangialavori. A farne le spese Nico Console, Raffaela Imeneo e Antonio Scuticchio. Sotto il solleone il capo dell'esecutivo si blindava così. E verosimilmente avrebbe retto ancora un po' se di mezzo non ci fossero state le elezioni politiche e la sua scelta di schierarsi da una parte, quella di FI. La decisione avrebbe mandato su tutte le furie Stefano Luciano che aveva scelto, nel frattempo, il centrosinistra. E il conto è stato presentato appena qualche giorno dopo l'esito del voto, ritirando Giuseppe Russo e Lorenza Scrugli, entrambi espressione di Vibo Unica, dalla giunta. Con dimissioni di quest'ultima, che verranno formalizzate nella giornata odierna, gli assessori sostituiti o dimessisi, saliranno a sette. In media, quasi uno ogni 5 mesi. Un piccolo record!
