faldoni-inchiesta
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Le motivazioni della sentenza “Factotum” ricostruiscono un intreccio tra procedimenti giudiziari celebrati in Piemonte e il maxi-processo antimafia “Rinascita-Scott”, in corso a Vibo Valentia, passando per una testimonianza ritenuta centrale nel tentativo di incidere sulla credibilità di un collaboratore di giustizia.

Al centro della vicenda, secondo quanto riportato nelle carte, vi è la deposizione resa davanti al Tribunale vibonese da Domenico Ceravolo, che avrebbe assunto rilievo in un presunto disegno volto a contrastare le dichiarazioni di Andrea Mantella, collaboratore considerato tra le fonti principali delle indagini della Dda di Catanzaro.

Nella ricostruzione giudiziaria vengono indicati anche Francesco D’Onofrio e Antonio Serratore, ritenuti coinvolti nell’ipotesi di una testimonianza concordata nei contenuti e nelle modalità. L’obiettivo contestato dai giudici sarebbe stato quello di indebolire la credibilità di Mantella, già chiamante in correità in più procedimenti antimafia.

Il riferimento temporale è all’udienza del 18 febbraio 2023, quando Ceravolo fu ascoltato in aula. Secondo quanto emerge dalle motivazioni, la sua deposizione sarebbe stata costruita insieme agli altri due imputati per contrastare la versione del collaboratore su rapporti e contatti oggetto di indagine.

Le carte evidenziano inoltre come la vicenda si inserisca in un quadro più ampio di rapporti e interessi incrociati tra Piemonte e Calabria, con atti del procedimento vibonese confluiti nell’inchiesta torinese.