Regionali e voto clientelare, in Calabria boom di preferenze ai candidati
"Due regioni, due modi di votare completamente diversi. Se ad una prima analisi il diverso comportamento elettorale di emiliano-romagnoli e calabresi aveva colpito per risultato (netta affermazione del centrodestra da una parte e del centrosinistra dall'altra) e affluenza al voto (44,3 contro 67,6), l'abissale differenza di utilizzo del voto di preferenza segna con ancora più forza la distanza tra le due regioni". È quanto emerge da uno studio di PoliticalData, società di consulenza, comunicazione e analisi politica, che dopo aver misurato il tasso di espressione di preferenza per le regionali emiliano-romagnole, lo ha fatto per quelle calabresi, evidenziando l'altissima percentuale di elettori calabresi che, recandosi alle urne domenica scorsa, hanno votato scegliendo di mettere una croce su uno dei candidati alla carica di consigliere regionale. "Se nella regione rossa l'indice che misura il rapporto percentuale tra voti e preferenze espresse aveva segnato una media del 13,5 - spiega lo studio -, in Calabria, dove ha trionfato Jole Santelli, sale fino a 76,8. Un risultato segnato da almeno tre fattori: la diversa affluenza, la possibilità di esprimere un'unica preferenza e la consueta propensione degli elettori meridionali ad avvalersi con maggiore frequenza del voto diretto ai candidati".
"Anche in Calabria non mancano le differenze tra coalizioni e partiti: il centrodestra (tasso dell'82,5%) e il centrosinistra (78,1%) sono sopra la media regionale, mentre la coalizione formata da Movimento 5 Stelle e Calabria civica (41,8%) e quella del civico Tansi (60,9%), sono sotto". Inoltre, all'interno della coalizione di centrodestra "non mancano forti differenze tra i vari partiti. Se, infatti, Casa della Libertà, Udc e lista Santelli vanno oltre il 90%, Forza Italia si attesta all'85,7 e Fratelli d'Italia all'81,5 mentre la Lega si ferma a quota 60%. Nel centrosinistra il Pd registra il 76,1% mentre l'altro socio della compagine di governo, il M5S, si accontenta dell'ultima piazza della graduatoria, fermo al 36,6%".
