La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso degli avvocati Giovanni Vecchio e Sandro D'Agostino ed ha rimesso in libertà Domenico La Rosa, alias "Zu Micu". L'ordinanza cautelare è stata annullata senza rinvio, "sgretolando" l'impianto accusatorio nella parte in cui il padre di Antonio e Francesco La Rosa veniva ritenuto il consigliore della cosca operante su Tropea.

A Domenico La Rosa si attribuiva, infatti, di essere il saggio che impartiva consigli ai figli su come operare il controllo sulla città di Tropea, ossia di essere vero punto di riferimento della famiglia dinanzi al quale, secondo l'accusa, si svolgevano riunioni e venivano affrontate le questioni di maggior rilievo legate non solo alla pianificazione delle estorsioni, ma anche alla definizione delle criticità più importanti per il clan.

La Rosa, oltre che dell'ipotesi associativa, rispondeva di svariate estorsioni. L'annullamento senza rinvio ha aperto immediatamente le porte del carcere e dunque Domenico La Rosa è stato rimesso in libertà.