È stato emesso il primo verdetto nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta "droga parlata", che riguarda un presunto gruppo dedito allo spaccio di droga a Lamezia Terme. L'operazione, condotta dalla polizia nel febbraio del 2022, ha portato oggi alla sentenza di primo grado per gli 11 imputati che hanno scelto il rito abbreviato. La sentenza prevede dieci condanne, un'assoluzione completa e diverse assoluzioni parziali per alcuni capi d'imputazione.

La sentenza è stata emessa dal giudice Giuseppe De Salvatore, stabilendo le seguenti condanne: Luca Berlingieri è stato condannato a 4 anni e 20 giorni di reclusione e a una multa di 20mila euro; Domenico Gianluigi Bonali a 17 anni di reclusione; Simone Bonali a 9 anni e 20 giorni di reclusione; Caterina Butruce a 4 anni di reclusione e una multa di 20mila euro; Angela Franceschi a 4 anni e 8 mesi di reclusione e una multa di 20mila euro; Gino Gatto a 3 anni di reclusione e una multa di 3mila euro; Pietro Grande a 4 anni di reclusione e una multa di 20mila euro; Antonio Pagliuso a 17 anni, 9 mesi e 20 giorni di reclusione; Alberto Maria Scaramuzzino a 5 anni di reclusione e una multa di 22mila euro; Angelo Villella a 6 anni e 11 mesi di reclusione.

La sentenza include anche l'assoluzione di Luca Strangis "per non aver commesso il fatto" (difeso dall'avvocato Armando Chirumbolo) e l'assoluzione parziale per alcuni capi d'imputazione per Antonio Pagliuso, Domenico Gianluigi Bonali, Simone Bonali (difesi dall'avvocato Antonio Larussa), Angelo Villella, Angela Franceschi e Alberto Maria Scaramuzzino.

Complessivamente, nell'operazione erano coinvolti 78 individui. A settembre, la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha concluso le indagini sull'operazione, condotta in passato dalla Squadra Mobile di Catanzaro e dal Commissariato di Lamezia Terme. Le indagini sono state possibili grazie all'attività investigativa scaturita dall'arresto di due persone. Secondo l'accusa, i luoghi di approvvigionamento erano in provincia di Vibo Valentia a Mileto e a Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria. In quel periodo, erano state emesse 23 misure cautelari.

Il collegio difensivo comprende, tra gli altri, gli avvocati Francesco Gambardella, Michele Cerminara, Antonio Larussa, Bernardo Marasco, Mario Murone, Renzo Andricciola, Armando Chirumbolo, Francesco Domenico Murone, Luciano Domenico Sinopoli, Aldo Ferraro, Leopoldo Marchese, Teresa Bilotta e Gianluca Careri. Il processo continua con il rito ordinario per tutti gli imputi.