Il vescovo prima di parlare di corruzione attende l'esito delle procedure giudiziarie e si dice fiducioso nel lavoro della magistratura

"Sull'operazione della Dda di Catanzaro c'è «sgomento, trepidazione e preghiera". Lo ha detto il vescovo di Crotone, monsignor Domenico Graziani, in un'intervista a InBlu Radio, commentando l'arresto di don Scordio. "Sono rimasto sorpreso - ha aggiunto il vescovo di Crotone - anche se da qualche tempo ero preoccupato perché si cominciavano a sentire in giro alcune voci. L'attività della Confraternita - ha spiegato Graziani - non faceva parte dell'attività parrocchiale. Anni fa ho preteso che l'attività fosse nettamente distinta dal punto di vista logistico dall'attività della parrocchia. Il vescovo locale non ha alcun potere di vigilanza perché si tratta di un'associazione privata di fedeli che non risponde al vescovo, e sui quali ha dei doveri dal punto di vista pastorale ma che riguardano solo la moralità dei soggetti. Non ha poteri, doveri e possibilità di verifica. Per quello ci affidiamo alla giustizia. Attendo le procedure giudiziarie - ha concluso monsignor Graziani - per parlare di corruzione. Ho fiducia nell'autorità giudiziaria e spero che mi aiuti a trovare uno spiraglio di luce".