Licenziata dopo 20 anni dal Comune denuncia: "L'Ente non ha versato i contributi"
Domenica Caruso, 58enne, ha lavorato per buona parte della sua vita - circa 20 anni - al Comune di Zaccanopoli, piccolo paesino di meno di mille abitanti in provincia di Vibo Valentia. Inizialmente, dal 1998, come lsu con la qualifica di operaio generico; dal 31 dicembre 2014 invece con contratto a tempo determinato, part time, nell'ambito del processo di stabilizzazione a tempo indeterminato prevista dalla normativa con i relativi contributi finanziari del ministero del Lavoro e della Regione Calabria. Dal 31 dicembre 2018 non ha avuto il rinnovo del contratto di lavoro da parte del Comune di Zaccanopoli - "pur essendoci le condizioni normative favorevoli e quelle finanziarie a costo zero per il Comune" afferma - e soprattutto con una brutta sorpresa: l'Ente non ha versato i contributi previdenziali.
Impossibile ricevere l'indennità di disoccupazione. "A tutela dei miei diritti e interessi - dichiara la signora Caruso - sono stata costretta a citare in giudizio il Comune di Zaccanopoli. Dalla data del mio mancato rinnovo contrattuale, infatti, sono rimasta senza lavoro, perchè nonostante le opportunità offerte dalla Regione Calabria il Comune non ha aderito alle varie manifestazioni d'interesse di avviso pubblico per il mio utilizzo, a costo zero, in attività di pubblica utilità". A ciò si aggiunge la denuncia di un comportamento molto più grave: "Addirittura - evidenzia - non ho potuto riscuotere la dovuta indennità di disoccupazione Naspi, perchè il Comune di Zaccanopoli non ha versato, durante il rapporto di lavoro, e nonostante la formale diffida dell'Inps di Vibo Valentia del 4 marzo 2020, i dovuti contributi previdenziali".
La diffida. L'Inps ha infatti scritto al Comune in questione, lo scorso 4 marzo, riferendo che è stata presentata denuncia di omissione contributiva da gennaio 2015 a febbraio 2018. Pertanto, scriveva l'Inps, si diffidava l'Ente a regolarizzare la posizione del lavoratore o - se nel frattempo il Comune avesse provveduto a pagare quanto dovuto - di darne comunicazione alla stessa Inps. Nulla da fare.
L'appello all'inps. "Preso atto che, purtroppo, tutto l'iter giuridico amministrativo seguito è stato vano - afferma Domenica Caruso - invito pubblicamente l'Inps di Vibo Valentia, a cui ho inviato tutte le buste paga e i relativi contratti di lavoro richiesti, ad attivarsi al più presto per il recupero coattivo dei contributi omessi, già preavvisato al Comune con diffida del 4 marzo 2020 e il cui termine per adempiere è ampiamente scaduto". Il tutto per ottenere quello che non è altro che un diritto di una lavoratrice e il rispetto della dignità umana, e per permettere alla signora Caruso e alla sua famiglia di poter arrivare a fine mese: "Questo per darmi così - conclude infatti l'ex dipendente del Comune - la possibilità concreta di riscuotere l'indennità di disoccupazione, in quanto essendo in famiglia senza alcun reddito mi è indispensabile per poter vivere".
