Coronavirus, l'esperto: "Lo Stato rilanci economia con investimenti"
Il Coronavirus determinerà conseguenze pesanti per la Calabria e l'Italia anche sotto il profilo economico. Necessariamente bisognerà ricorrere ad alcuni correttivi e a misure emergenziali, come il Governo sta già facendo. Alessandro De Salvo, scrittore ed economista, spiega quello che sta accadendo rispondendo ad un'intervista realizzata in esclusiva per la redazione di Zoom24.
Alessandro De Salvo, oltre che per la salute, è inutile nasconderlo, siamo preoccupati anche per le conseguenze economiche e sociali derivanti dall’attuale emergenza. Cosa dobbiamo attenderci?
In termini tecnici una decisa contrazione del Pil (prodotto interno lordo), il principale indicatore macroeconomico dello stato di un’economia.
Può spiegarci meglio quello che potrebbe accadere?
Il prodotto interno lordo è formato da 4 componenti: consumi delle famiglie, investimenti delle imprese, esportazioni nette e spesa pubblica. In questa fase, 3 di queste componenti (consumi, investimenti ed esportazioni) subiranno una pronunciata contrazione. Deve pensarci lo Stato.
Cosa può e deve fare lo Stato?
Deve spendere per compensare il calo della domanda privata. Ma non basta, nell’immediato occorre adottare misure urgenti per iniziare a fronteggiare la carenza di liquidità che si sta generando nel sistema dell’economia reale. Bisogna sospendere mutui e pagamenti fiscali oltre ad estendere il più possibile il regime della cassa integrazione.
E poi cos’altro servirà?
Tre cose serviranno: a) ridurre l’imposizione fiscale. Mi spiego meglio: se l’attività di un’impresa subisce un forzato rallentamento, o addirittura un blocco, non sarà sufficiente posticipare il pagamento, ad esempio, dell’IMU, servirà quantomeno ridurlo; b) rilanciare l’economia attraverso un piano d’investimenti pubblici; c) agevolare la nascita di nuove imprese per rafforzare il riavviamento del motore dell’economia.
Dove si prendono i quattrini per fare tutte queste cose?
Consideriamo che è stata dichiarata una pandemia. Ciò offre l’opportunità giuridica ai Governi ed alle istituzioni coinvolte di adottare misure straordinarie non convenzionali, come lo sforamento dei bilanci pubblici.
Ma chi finanzierà questo sforamento?
L’Italia, come tutti gli altri Paesi della zona euro, per finanziarsi si rivolge agli investitori privati che operano sui mercati finanziari, offrendo loro titoli di Stato.
E gli investitori privati saranno disponibili a finanziarci ed a quale prezzo?
Domanda più che appropriata. In questa situazione è difficile che lo facciano. Lo spread sta risalendo piuttosto rapidamente, è il segnale, peraltro scontato in questo quadro macroeconomico, di una certa riluttanza a finanziare gli Stati maggiormente esposti al contagio del Covid 19. Occorre l’intervento diretto della Bce, che è l’emettitore della valuta euro, sia per abbattere lo spread, acquistando obbligazioni statali sul mercato secondario o, meglio ancora, fornendo una sua espressa ed incondizionata garanzia sul debito pubblico degli Stati, sia per finanziare i Governi che devono affrontare l’emergenza, acquistandone direttamente i titoli di Stato sul mercato primario.
A suo giudizio, interverrà la Bce prima o poi?
Questo bisogna chiederlo alla Bce che, al momento, ha deciso di non intervenire in tal senso, neanche per calmierare lo spread. Senza dubbio si tratta di interventi non espressamente previsti nei trattati, ma la situazione di pandemia, come spiegavo prima, legittima tutte le istituzioni coinvolte ad assumere decisioni non convenzionali. Ci sarà tempo per riscrivere certi trattati, ora bisogna agire tempestivamente. Ognuno deve fare il possibile, anche la Bce, ed il nostro Governo deve pretenderlo.
Ad ogni modo la Bce ha assunto qualche decisione?
Si, ma si tratta di decisioni che rientrano nell’esercizio dei suoi poteri ordinari. Quindi fornirà liquidità alle banche con il quantitative easing e con prestiti a breve e lungo termine. Non ha ridotto il costo del denaro perché è già sotto zero e servirebbe a poco. Sono misure utili ma insufficienti. Come spiegavo prima bisogna sostenere i Governi.
I risparmi degli italiani sono a rischio?
Il mercato azionario italiano nelle ultime sedute ha perso il 40%. Chi ha investito in azioni nel breve periodo ha accettato i rischi della speculazione, chi ha investito nel lungo periodo deve attendere la ripresa dei corsi azionari e, possibilmente, mediare il prezzo di acquisto con investimenti successivi. Chi possiede titoli di Stato può trattenerli fino alla scadenza, non credo facciano fallire l’Italia.
E per noi calabresi, com’è la situazione?
Meno grave di quanto si potrebbe pensare. Noi calabresi abbiamo una propensione al risparmio più che alla spesa. I risparmi accumulati, in questa fase, hanno una valenza positiva, anche psicologica. Altresì, essendo un sistema produttivo poco sviluppato, potremo sfruttare gli auspicati stimoli all’iniziativa privata che interverranno ad emergenza terminata per riavviare il motore dell’economia. Intendo dire che potremmo avere l’occasione di creare un sistema produttivo degno delle nostre capacità.
Bene. Il suo ultimo suggerimento può intendersi come invito a stare a casa?
Ormai dovremmo averlo capito tutti. Dobbiamo stare a casa. Come suggerivo, possiamo sfruttare il tempo a nostra disposizione per pianificare nuovi progetti e nuove iniziative e farci trovare pronti quando servirà, speriamo presto e buona salute a tutti.
