L'ombra della 'ndrangheta sui giovanissimi: l'allarme sulla devianza minorile in Calabria
La relazione della presidente della Corte d'Appello di Catanzaro rivela dati shock: minori reclutati dai clan e boom di violenza fisica, cyberbullismo e reati da "Codice Rosso"
Non è solo un problema di ordine pubblico, ma una vera emergenza sociale che ipoteca il futuro della regione. Dalla relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario della Presidente della Corte d'Appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, emerge un quadro inquietante sulla criminalità minorile nel distretto: un fenomeno aggressivo, in crescita e sempre più intrecciato con le dinamiche della criminalità organizzata.
Il dato più allarmante riguarda il coinvolgimento diretto dei ragazzi nelle attività delle consorterie mafiose. La 'ndrangheta, sfruttando la sua struttura familiare e pervasiva, non esita ad assoldare giovanissimi per compiti esecutivi o di spaccio. "Le indagini della DDA coinvolgono non di rado indagati giovanissimi", si legge nel documento, confermando come l'alto indice di criminalità organizzata del territorio non risparmi nemmeno i tribunali per i minorenni.
Oltre all'influenza dei clan, la relazione evidenzia un mutamento profondo nelle modalità della devianza giovanile: si registra un incremento notevole di lesioni e percosse tra coetanei. La violenza fisica è diventata la fattispecie di reato più frequente tra i ragazzi calabresi. Restano alte le statistiche relative ai reati contro il patrimonio e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Preoccupa la crescita di procedimenti legati al cosiddetto "Codice Rosso", segno che la violenza nelle relazioni affettive sta precocemente inquinando anche le fasce d'età più basse.
Parallelamente alla criminalità "tradizionale", corre quella digitale. Di pari passo con l'uso massiccio dei social media, è esploso il numero di segnalazioni per reati informatici. Il cyberbullismo, la diffamazione online e il drammatico fenomeno del revenge porn vedono i minori non solo come vittime, ma sempre più spesso come spregiudicati carnefici, capaci di utilizzare la rete per distruggere la reputazione e la stabilità emotiva dei propri pari.
