Devono rispondere di una presunta truffa e di falso ideologico per essersi assentati dal posto di lavoro con il cartellino di entrata ed uscita che sarebbe stato timbrato da altre persone al posto dei diretti interessati

Inizierà il prossimo 15 gennaio, a quasi otto anni da quando scattò l'inchiesta - parlare di tempi biblici sembra quasi un eufemismo - il processo a carico di diciassette veterinari dell'Asp di Vibo Valentia. I professionisti, finiti nel calderone dell'inchiesta scaturita dall'operazione "Zuzù", condotta dai carabinieri della Stazione di Vibo, all'epoca guidati dal comandante Nazzareno Lopreiato, sono stati oggi tutti rinviati a giudizio. Devono rispondere di una presunta truffa e di falso ideologico per essersi assentati dal posto di lavoro con il cartellino di entrata ed uscita che sarebbe stato timbrato da altre persone al posto dei diretti interessati. 

I 17 indagati per i quali il pm ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio sono: Mario Mazzeo, di Vibo; Isabella Campisi, di Soriano; Domenico Cocciolo, di Vibo; Domenico Piraino, di San Costantino; Stefania Mazzeo, di Vibo; Enzo Carnovale, di Piscopio; Giuseppe Loiacono, di Montalto (Cs); Domenico Mazzitelli, di Briatico; Saverio Paglianiti, di San Calogero; Giuseppe Parisi, di Polia; Maria Parisi, di Vibo; Domenico Pisani, di Vibo; Giuseppe Pugliese, di Vibo; Damiano Romano, di Simbario; Antonio Teti, di Filogaso, residente a Vena di Ionadi; Salvatore Fiorillo, di Vibo; Chiarina Cristelli, di Sant’Onofrio.