Operazione "Antibes": telefonini spediti via corriere per sviare indagini
Telefonini accesi, spediti fuori dalla Calabria per disorientare gli inquirenti che seguivano i loro movimenti. Così alcuni dei fiancheggiatori del clan Franco di Reggio Calabria avrebbero tentato di sviare le indagini degli uomini della Polizia mentre erano sulle tracce del boss latitante Giovanni Franco, poi arrestato nel 2013. E' quanto emerge dagli atti dell'operazione Antibes, che stamane ha portato all'esecuzione di 16 fermi disposti dalla Dda reggina nei confronti di altrettanti presunti affiliati alla cosca. Le indagini avrebbero consentito agli investigatori di individuare le persone che hanno aiutato il boss latitante a sottrarsi all'esecuzione di una pena definitiva a 11 anni e 4 mesi di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti, dopo essere fuggito in Francia.
Gli inquirenti, al riguardo, evidenziano la "professionalità"' dei fiancheggiatori che avrebbero raggiunto più volte il ricercato nel paese d'oltralpe. Per sviare le indagini, durante alcuni viaggi, avrebbero spedito, con un corriere, i loro telefoni cellulari accesi, in una localita' turistica del Nord Italia che avrebbero raggiunto, con autovetture prese a noleggio, dopo aver incontrato il latitante in Francia, mentre in altri casi avrebbero affidato gli apparecchi telefonici ad altri affiliati, per simulare la loro presenza a Reggio Calabria. (AGI)
