In merito al ricorso ad adiuvandum al Tar Lazio, contro l'istituzione della "zona rossa", teso a sostenere il ricorso principale presentato dalla Regione Calabria, "per quanto concerne l’ udienza camerale per la sospensiva l’avvocatura comunale ha strategicamente individuato quale percorso migliore quello di non costituirsi in sede di sospensiva". Così in una nota il Comune di Vibo Valentia, spiegando che la scelta è stata fatta "per evitare di incorrere nel rischio, peraltro assai probabile, di un rinvio dell’udienza, dettato dalla necessità delle altre parti di interloquire con la nuova costituzione, vanificando così la strategia processuale regionale".

Si è quindi deciso di non costituirsi per la richiesta di sospensiva, per mera strategia processuale. Rimane impregiudicata però la costituzione nel merito, alla luce di una valutazione che sarà effettuata nei prossimi giorni sulla base di un’eventuale nuova valutazione ministeriale, perchè "i numeri complessivi della nostra Regione - evidenzia l'Amministrazione - appaiono in forte miglioramento".

“L'intervento ad adiuvandum - spiega l'Avvocatura comunale - è ammissibile in quanto tale, cioè nella parte in cui non propone profili di censura diversi da quelli dell'istante, poiché all'interveniente adesivo, avente posizione correlata e subordinata rispetto a quella del ricorrente, è precluso far valere, per di più oltre i normali termini di impugnazione, nuovi profili o motivi di gravame, non potendosi prospettare vizi ulteriori rispetto a quelli fatti valere con il ricorso principale cui accede, in quanto l'interveniente ad adiuvandum non può ampliare il thema decidendum, quale delimitato dall'atto introduttivo del giudizio, e quindi non può aggiungere motivi nuovi, ma solo sviluppare quelli dedotti dal ricorrente”.