Un lungo racconto fatto di rapine, droga, alleanze e gerarchie criminali quello reso in aula da Franco Bruzzese, storico collaboratore di giustizia cosentino, nel corso di una nuova udienza del processo scaturito dall’inchiesta “Recovery”.

Collegato in videoconferenza dal sito riservato, il pentito ha ripercorso anni di attività criminale legati al gruppo degli “Zingari” di Cosenza, descrivendo dinamiche interne, ruoli e rapporti tra diverse cosche. Un racconto che si inserisce nel più ampio procedimento sulla ‘ndrangheta cosentina coordinato dalla Procura.

Bruzzese ha parlato di rapine ai portavalori, estorsioni e traffico di stupefacenti, riferendo anche di presunti assetti e “fusioni” tra gruppi criminali, con la creazione di una cassa comune per la gestione dei proventi illeciti e il sostegno ai detenuti.

Nel corso della deposizione ha ricostruito inoltre i canali di approvvigionamento della droga e le modalità di distribuzione sul territorio, indicando presunti collegamenti tra diversi sodalizi e figure ritenute centrali negli equilibri criminali dell’area.

L’udienza si è chiusa senza il controesame degli avvocati difensori. Le dichiarazioni del collaboratore saranno ora al vaglio del collegio giudicante.