Panettoni calabresi al Gemelli di Roma
Panettoni calabresi al Gemelli di Roma

Un segno d’amore della Calabria verso tanti bambini che soffrono in silenzio insieme alle proprie famiglie. Un momento intenso, carico di dolore ed emozione, nel vedere tanti giovanissimi ricoverati per diverse patologie e, allo stesso tempo, incrociare sorrisi che lasciano un segno profondo nel cuore di chi ha avuto la forza e il coraggio di confrontarsi con la sofferenza, ma anche con la dignità di bambini e genitori attenti e presenti.

Un quadro che riporta all’essenziale e ricorda come si possa essere felici anche con poco: la salute e l’unità della propria famiglia. Forse, riflette qualcuno, queste strutture dovrebbero essere frequentate anche da coloro che sono chiamati a guidare la nostra nazione, per comprendere davvero quanto sia importante pensare agli altri e, soprattutto, alle persone che soffrono.

Protagonista dell’iniziativa solidale è stato il DGE del Distretto 2102, Giacomo Francesco Saccomanno, insieme al commendatore Vincenzo Virgiglio, al presidente del XIV Municipio del Comune di Roma Marco Della Porta, al capogruppo del Partito Democratico Emanuela Verrone e al presidente dei Pasticceri della Provincia di Reggio Calabria Angelo Garruzzo, accompagnato dal figlio Giovanni, anch’egli pasticciere. Con loro anche il primario del reparto, il professor Eugenio Maria Mercuri.

Il gruppo ha donato ai tanti bambini ricoverati un panettone artigianale, come augurio di un Santo Natale. Un gesto semplice, ma capace di accendere sorrisi in ogni stanza, raccogliere ringraziamenti sinceri e aprire il cuore a emozioni profonde, confermando che basta davvero poco per rendere felici gli altri.

Ad accompagnare la delegazione calabrese anche Nicoletta Madia, referente della progettazione pediatrica, che ha fatto da cicerone e, con la sua semplicità e disponibilità, ha consentito di vivere questa “missione” speciale all’interno dei reparti pediatrici del Policlinico Gemelli.

Una struttura all’avanguardia, pensata per rendere meno difficile la permanenza delle famiglie: stanze colorate, addobbi natalizi, giochi, spazi di incontro e, soprattutto, l’amore e la professionalità di medici e operatori sanitari verso bambini e genitori colpiti da situazioni spesso drammatiche, ma accolti con affetto, semplicità e competenza.

Un ospedale che non appare solo come luogo di cura, ma come uno spazio quasi magico, dove si alimenta la speranza di una vita normale per tantissimi bambini. Un mondo spesso poco conosciuto o volutamente allontanato dai pensieri, forse per evitare di assumere quelle responsabilità che il dolore rende inevitabilmente più consapevoli.

Incontri che, se da un lato lasciano segni profondi di sofferenza, dall’altro aprono alla solidarietà, all’amore autentico e alla vera condivisione, a favore di fratelli meno fortunati, ma colmi di desiderio di vita, dignità e affetto.