Lavori interrotti e tutti a casa: a Palazzo Luigi Razza si è conclusa così, dopo uno spettacolo a dir poco indecoroso, la seduta della terza commissione consiliare-presieduta da Serena Lo Schiavo. Oggetto della discussione era lo stato delle opere che si stanno eseguendo in quella che avrebbe dovuto essere, ma ancora oggi non è, la scuola di Portosalvo. La richiesta era stata avanzata della consigliera comunale Loredana Pilegi e implementata da altri interventi dalle fila dell'opposizione, ma si è scatenato il putiferio.

Come riportato dalla Gazzetta del Sud, il primo a chiedere spiegazioni è stato Marco Miceli, capogruppo di Vibo democratica: "I bambini della scuola di Portosalvo per molteplici ragioni devono essere riportati nella sede del loro istituto. Anche perché a Portosalvo una scuola c'è e deve essere resa agibile. Ora gli alunni non stanno in una scuola degna di questo nome,ma in una struttura adibita ad istituto d'istruzione. Tanto più in una zona industriale, dove le scuole non dovrebbero proprio starci".

"L'edificio in questione rispetta i criteri generali previsti dalla legge -ha chiesto Miceli – per un istituto di istruzione?" Provocazioni dinanzi alle quali a reagire è stato Antonio Schiavello- con cui già la minoranza era entrato in contrasto- garantendo che i locali siano sicuri ed idonei per i bambini. Il portabandiera azzurro ha perso le staffe e la minoranza ha deciso di lasciare l'aula in segno di protesta.

Intanto la situazione per gli alunni di Portosalvo non è risolta. I genitori intendono trasferire i propri figli in altre scuole, qualora l'edificio scolastico non dovesse tornare in uso al più presto.