Ventidue anni di reclusione: questa la pena inflitta dai giudici della Corte d'Assise di Catanzaro per l'omicidio volontario di Soumayla Sacko, il sindacalista dell'Usb e bracciante di origine maliana ammazzato nel Vibonese il 2 giugno 2018.

Il 29enne, con un amico, si era recato nella fabbrica dismessa di località "Tranquilla", a San Calogero, piccolo centro del Vibonese, per recuperare lamiere in ferro utili a costruire un riparo di fortuna nella baraccopoli, poi sgomberata, di San Ferdinando (Reggio Calabria) dove viveva.

Per l'accusa, il movente dell'omicidio è da ricercare nell'incapacità, da parte di Pontoriero, di sopportare l'ennesima irruzione nell'area dell'ex Fornace che trattava come una sua proprietà. Soumayla Sacko - padre di una bimba di 5 anni - fu ricondotto in Mali per essere sepolto.