Bambino operato per un tumore che non c'era: maxi risarcimento da 3,7 milioni
Oggi la sua aspettativa di vita è stimata a 35 anni, è invalido al 100%, tetraplegico e non risponde agli stimoli

Un errore medico clamoroso trasforma la vita di un bambino in un inferno. Nel 2010, all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, un piccolo di quattro anni venne operato per un presunto tumore cerebrale che in realtà non esisteva. I medici, secondo quanto accertato in aula, non riconobbero un’infiammazione cerebrale curabile con farmaci, sottoponendo il bambino a tre interventi chirurgici, tra cui una lobectomia temporale, che si sarebbero potuti evitare.
Oggi il paziente è invalido al 100%, tetraplegico, non risponde agli stimoli e la sua aspettativa di vita è stimata tra i 35 e i 40 anni. Secondo i periti, le operazioni non erano necessarie e il caso avrebbe richiesto approfondimenti diagnostici mirati che avrebbero permesso di scoprire l’encefalite erpetica di cui soffriva.
Il tribunale civile fiorentino ha recentemente definito la vicenda con una sentenza da record: il Meyer dovrà pagare 3,7 milioni di euro. Al bambino spettano 2,3 milioni di euro, mentre i genitori riceveranno mezzo milione e il fratello 270 mila euro. L’azienda ospedaliera ha già effettuato il pagamento tramite il tesoriere.
La vicenda riaccende i riflettori sulla responsabilità medica e sulle conseguenze irreversibili degli errori diagnostici, evidenziando la necessità di protocolli più rigorosi nella gestione dei casi pediatrici delicati.
