I carabinieri erano sulle sue tracce da quasi un anno. Non dormiva mai nello stesso posto per più di due o tre giorni. Il colonello Scardecchia: "Era la nostra priorità nelle Serre"

di MIMMO FAMULARO

Non dormiva mai nello stesso posto per più di due o tre giorni. Curava minuziosamente tutti i suoi spostamenti sfruttando la conoscenza del territorio e la vasta rete di contatti che coprivano la sua latitanza. Tutto inutile per Francesco Maiolo, 37 anni, il latitante ricercato dallo scorso mese di settembre e catturato questa mattina dai carabinieri ad Acquaro, il suo regno, nell'entroterra Vibonese.

Francesco MaioloLatitante da quasi un anno. Maiolo era "uccel di bosco" dal 15 settembre del 2015, da quando aveva rotto il braccialetto elettronico e si era reso irreperibile evadendo dagli arresti domiciliari. Tre mesi prima la Cassazione aveva confermato la condanna definitiva per associazione mafiosa a due anni e sei mesi quale componente dell'omonimo clan di Acquaro, piccolo centro del Vibonese.

Arresto-latitanteIl blitz. Coinvolto nell'operazione “Luce dei boschi” e ritenuto vicino alla famiglia Emanuele, Francesco Maiolo è stato catturato alle prime luci dell'alba, poco dopo le sei di questa mattina dai carabinieri, al termine di un blitz coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Fondamentale il lavoro sinergico tra la Stazione di Arena, la Compagnia di Serra San Bruno, i Cacciatori del Goc e gli investigatori del Comando provinciale dei carabinieri. Una ventina gli uomini entrati in azione dopo aver ristretto il cerchio e fatto terra bruciata intorno al latitante. Al momento della cattura Maiolo aveva appena raggiunto di corsa la casa della cognata, nel centro abitato di Acquaro. E' qui che i militari hanno bussato ed arrestato il 37enne che non ha opposto resistenza.

arresto latitante maioloLa conferenza stampa. “Per noi – ha dichiarato in conferenza stampa il colonnello Daniele Scardecchia, comandante provinciale dei carabinieri – Francesco Maiolo era la priorità numero uno nel territorio delle Serre. Siamo riusciti a catturarlo con una manovra a tenaglia, attraverso un'indagine vecchia maniera con servizi di appostamento e osservazione costanti e continui. E' stato un lavoro sinergico che ha coinvolto le varie componenti dell'Arma sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia che ha seguito passo dopo passo le fasi questa operazione”.

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