La sesta sezione penale della Corte di Cassazione in parziale accoglimento del ricorso proposto dall'avvocato Giuseppe Bagnato, ha annullato l'aggravante mafiosa nei confronti di Giovanni Franzè, 58 anni di Stefanaconi, arrestato nel processo Rinascita Scott perché accusato di usura nei confronti di due parti offese di Vibo Valentia, con l'aggravante del metodo mafioso e dell'agevolazione della cosca Lo Bianco-Barba. I collaboratori di giustizia infatti, indicano il Franzè quale soggetto vicino alla cosca Lo Bianco, in particolare a Paolino Lo Bianco. La Cassazione all'esito della camera di consiglio ha annullato le due aggravanti mafiose, rimandando al Riesame di Catanzaro per un nuovo giudizio sul punto.

Annullamento con rinvio. La stessa sezione della Suprema Corte ha annullato l'ordinanza cautelare emessa nei confronti di Giuseppe Antonio Salamo, titolare di un ristorante di Tropea, accusato di essere il "prestanome" del presunto boss di Zungri Giuseppe Antonio Accorinti. Per questo motivo l'attività imprenditoriale operante da anni nella "perla del Tirreno" è stata posta sotto sequestro.  I giudici del Tribunale del Riesame di Catanzaro avevano confermato sia l'accusa di intestazione fittizia che quella ben più grave di aver agevolato il clan Accorinti. Una decisione impugnata dall'avvocato Francesco Sabatino che ha contestato la sussistenza di qualsivoglia presupposto legittimante la misura con argomentazioni che dopo sette mesi sono state accolte pienamente dai giudici romani. Disposto dunque l'annullamento con rinvio con il Tribunale del Riesame di Catanzaro che a breve dovrà pronunciarsi nuovamente sulla posizione di Salamo.