Il referente nazionale della Modern Money Theory, Alessandro De Salvo analizza i dati dell'istituto evidenziando come la povertà sia increscita al Sud

di ALESSANDRO DE SALVO

La Svimez nel suo rapporto sull’economia nel Mezzogiorno ha evidenziato una crescita dell’1% del prodotto interno lordo (Pil) nel 2015.
Non è tutto oro quello che luccica. Fa infatti da contraltare a questo dato l’aumento della povertà certificato dall’Istat secondo cui, proprio nel 2015 e proprio al Sud, la povertà assoluta cresce dall’8,6% al 9,1%. Vuol dire che quasi una famiglia residente su dieci non ha la capacità finanziaria di soddisfare i propri bisogni primari. Il quadro si fa ancora più drammatico osservando il dato riferito alla povertà relativa, in sensibile aumento, che al Sud coinvolge ormai quasi un nucleo famigliare su quattro. La povertà relativa è, essenzialmente, una condizione che esprime una pronunciata difficoltà finanziaria a fruire di beni e servizi per il sostentamento della famiglia. D’altronde è la stessa Svimez che considera non più rinviabile una misura organica e universale di contrasto alla povertà.
La responsabilità politica. La ricchezza prodotta al Sud è dunque aumentata ma, evidentemente, si è distribuita male, creando ulteriori disuguaglianze e non impedendo la nascita di nuovi poveri, in costante aumento. Ciò certifica l’inadeguatezza delle politiche economiche e sociali nazionali, ancorate ai troppi rigidi dettami europei, rispetto alla situazione del Mezzogiorno d’Italia.