"C'è una difficoltà a comprendere le mafie e a definirle. Non sono fenomeni strettamente locali perché riescono a riprodursi con successo anche in territori lontani da quelli d'origine e si distinguono dalla criminalità organizzata per la loro capacità di fare sistema".

E' quanto ha affermato il docente e saggista Antonio Nicaso, intervenendo al Master in Intelligence dell'Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri. Nicaso ha ricordato come "il fascismo abbia combattuto solo la mafia degli stracci, ricordando le difficoltà, soprattutto politiche, incontrate dal prefetto Cesare Mori a risalire "su per li rami", come lo stesso funzionario ricordava nell'omonimo libro autobiografico. Infatti, le mafie sono sistemi di potere non semplice violenza organizzata".

Ha proseguito dicendo che "il rapporto con il potere è un elemento costitutivo della 'Ndrangheta, come dimostra lo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria nel 1869, quando il boss Francesco De Stefano intimidiva i rappresentanti del mondo clericale e monarchico su sollecitazione della destra cavouriana legata al potentato fondiario".