Si è riunito a Reggio il Consiglio regionale. L'ordine del giorno prevede 18 punti all'ordine del giorno, il più importante dei quali è il Bilancio di previsione della Regione unitamente al Collegato alla manovra finanziaria e alla Legge di stabilità regionale 2019. La seduta, inoltre, assume un particolare significato perché si svolge all'indomani dell'inchiesta della Dda di Catanzaro, "Lande Desolate", che ha coinvolto, con l'accusa di abuso d'ufficio, il presidente della Giunta Mario Oliverio, nei cui confronti è stato disposto l'obbligo di dimora nel comune di residenza, San Giovanni in Fiore.

La solidarietà di Irto. La vicenda che ha coinvolto il governatore Mario Oliverio, è stata al centro del dibattito iniziale dell'odierno Consiglio regionale, aperto da un minuto di raccoglimento in memoria di Antonio Megalizzi, il giornalista italiano, di origini calabresi, ucciso in un atto terroristico a Strasburgo. Il presidente dell'assemblea, Nicola Irto, in apertura lavori del Consiglio regionale, ha letto un messaggio: "All'esito delle valutazioni condivise con la conferenza dei capigruppo allargata all'Ufficio di presidenza, abbiamo il dovere verso i calabresi - ha esordito Irto - di fare una breve riflessione su questa vicenda. Ribadiamo il pieno e assoluto rispetto lavoro magistratura, verso la quale nutriamo la massima fiducia, nello svolgimento delle doverose attività di indagine auspichiamo un celere accertamento della verità, attesa anche la delicatezza della funzione istituzionale del presidente Oliverio, la cui storia è sempre stata chiara e che è stato democraticamente chiamato a svolgere la massima funzione di governo della Regione". Irto ha quindi augurato presidente Oliverio di poter chiarire nel più breve tempo possibile, davanti alla magistratura, la propria posizione".

Il dibattito. Dopo una riflessione del presidente dell'Assemblea, Nicola Irto, sulla vicenda Oliverio si sono registrati gli interventi di vari consiglieri. Tra i primi a prendere la parola è stato Carlo Guccione: "Non sono qui per chiedere le dimissioni del presidente Oliverio, perché ero e resto garantista anche se in quest'aula si sono utilizzati avvisi di garanzia per azzerare una giunta. C'è una questione politica: oggi vengono al pettine i nodi di un fallimento dell'azione di governo regionale in questi quattro anni. Il rischio - ha sostenuto Guccione - è la chiusura anticipata di questa legislatura non solo per vicende giudiziarie ma per incapacità politica".
Secondo Vincenzo Pasqua, del Gruppo Misto, "la politica deve tornare centrale e riappropriarsi di un ruolo anche ha smarrito. Non siamo qui per sostenere le ragioni di maggioranza o minoranza, siamo qui per rivendicare la centralità dell'azione politica".

Romeo contro Morra e Salvini. Particolarmente duro l'intervento del capogruppo del Pd, Sebi Romeo: "Inizialmente ero perplesso all'idea di parlare della vicenda relativa al presidente, ma invece oggi segniamo un punto di grande maturità di tutta l'istituzione calabrese, a partire dalla minoranza. Oggi il Consiglio regionale si riunisce per discutere documenti fondamentali in assenza del presidente della Giunta, la cui sedia - ha sostenuto Romeo - è scandalosamente vuota. E' stato impedito a un uomo innocente, trasparente, con una storia indiscutibilmente prestigiosa, di esercitare il suo mandato, coinvolto in un'operazione senza capire il perché, ed è un fatto molto grave: si faccia chiarezza su un provvedimento abnorme e infondato".
Romeo ha poi proseguito: "Si dovrà fare piena chiarezza anche sul perchè l'ordinanza di quell'inchiesta era già nelle mani di media e organi di stampa molto prima della conferenza stampa del procuratore di Catanzaro, sul perchè ben prima della conferenza stampa il presidente della commissione antimafia Morra già chiedeva le dimissioni di Oliverio. Su questo presenterò un esposto. E perché Morra e l'europarlamentare dei 5 Stelle Ferrara chiedono le dimissioni di Oliverio che ha la stessa imputazione della sindaca di Roma e della sindaca di Torino che militano nello stesso loro partito? Questa è doppia morale. E cosa dire del ministro Salvini, che tra una foto con pregiudicati e un banchetto con un imputato per mafia strumentalizza il fatto e dice che la mafia sarà presto sconfitta: povera Italia. Colpire Oliverio significa fare un regalo alla 'ndrangheta, basti pensare alla bonifica che il governatore ha fatto con gli enti strumentali della Regione. Il governatore - ha concluso il capogruppo del Pd in Consiglio regionale - uscirà presto da questa vicenda, perché è un uomo perbene, ma non rinuncerà, e noi come lui, a difendere la giustizia e la dignità dei diritti delle persone. Su questi temi diremo la nostra e faremo le nostre battaglie".