Tesseramento Pd, anche a Sorianello "fuori chi non sta con Censore"
Pesantissima denuncia del vicesindaco Carmine Mangiardi. "Ci siamo iscritti ma dagli elenchi risultano quasi esclusivamente gli uomini di Censore e Mirabello"
Epurazioni, tessere, circoli mai aperti. Le sezioni vibonesi del Pd restano nell'occhio del ciclone. E a macchia d'olio si allarga la protesta contro l'attuale gestione della segreteria provinciale. Dopo San Nicola da Crissa, Sant'Onofrio, Capistrano e per altri aspetti, Pizzo e la stessa Vibo e Valentia - dove gli uomini del parlamentare Bruno Censore si sono liberati senza battere ciglio del capogruppo Antonio Lo Schiavo non più funzionale alla causa - scoppia la grana Sorianello. Anche nel centro dell'entroterra, tessere sottoscritte, versamenti effettuati, ma all'atto della convalida, dagli elenchi ufficiali del Pd, i numeri non tornano, gli iscritti sono appena 79 e si alza un nuovo polverone. “Erano state fatte almeno 150 tessere -dichiara - il vicesindaco Carmine Mangiardi – ma non ci sono state convalidate. A risultare negli elenchi di Sorianello - attacca - sono quasi esclusivamente gli uomini di Censore e Mirabello”. Durissime le sue affermazioni. Mangiardi chiarisce che pure nel suo paese di residenza “la convalida delle sottoscrizioni non è per niente un fatto automatico”.La denuncia. Insomma, a Sorianello si ripropone un film già visto in altri centri. “Sono componente dell'assemblea provinciale del Pd e consigliere provinciale dal 2004. Lo scorso anno - puntualizza l'esponente democrat - sono stato rieletto nella lista dell'attuale presidente Niglia. Per questo, non riesco a capire come sia possibile che rimaniamo ai margini del partito. Al momento del tesseramento - prosegue - è stato girato un video da cui si possono vedere in coda le persone che si recano ad iscriversi al Pd. Eppure, ad oggi non abbiamo nessun riscontro. Addirittura, figura a Sorianello gente residente a Gerocarne. Ma noi non ci siamo negli elenchi”.
La sua è l'ennesima denuncia tesa a mettere in discussione la gestione della segreteria provinciale guidata da Michelangelo Mirabello. Una gestione sulla quale persino la Commissione di garanzia ha potuto ben poco, finendo in parte per adeguarsi. “Ho chiesto ripetutamente ai massimi organi regionali del partito di regolarizzare la nostra situazione – evidenzia Mangiardi - senza avere alcuna risposta. Noi non ci arrendiamo ma iniziamo a stancarci. Chi è contro Censore - chiosa - pure nel nostro paese non viene iscritto al partito”.
