Presentato nei dettagli il Piano di sviluppo rurale: a disposizione della Regione oltre un miliardo di euro da investire sull'agricoltura entro il 2020. Sei le priorità individuate.
Poco più di 1,1 miliardi di euro (esattamente 1.103.562.000), suddivisi secondo sei priorità che tengono conto delle principali potenzialità della Calabria e che intendono perseguire quattro obiettivi strategici. E' questo il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Calabria, formalmente adottato dalla Commissione europea il 20 novembre scorso e presentato ufficialmente dal presidente della Regione, Mario Oliverio, nel corso di una affollatissima conferenza stampa che si è svolta a Catanzaro.

Le priorità. Il Psr Calabria si concentra su azioni volte a preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi e a migliorare la competitività dei settori agricolo e forestale. Secondo il piano predisposto dalla Regione, dunque, più del 25 per cento dei terreno agricoli dovrebbe diventare oggetto di contratti di gestione a sostegno della biodiversità e la stessa percentuale di terreni agricoli dovrebbe diventare oggetto di contratti volti a migliorare la gestione del suolo, mentre quasi il 23 per cento dei terreno agricoli dovrebbe essere interessato da miglioramenti per la gestione idrica. Per costruire il Programma è stata costituita una task force interna all'autorità di gestione e al Dipartimento agricoltura, quindi sono stati realizzati 19 tavoli partenariali e incontri tematici con oltre 2.500 partecipanti e 700 contributi scritti pervenuti. Tutto questo ha prodotto l'individuazione di sei priorità che, di fatto, sostituiscono gli assi che componevano il precedente Psr.  Si tratta di stimolare il trasferimento di conoscenze e l'innovazione; potenziare la redditività delle aziende agricole e la competitività in agricoltura; promuovere l'organizzazione della filiera alimentare e la gestione del rischio; preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi; promuovere l'utilizzo efficiente delle risorse e la transizione verso un'economia a bassa emissione di CO2; promuovere l'inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali. In estrema sintesi, gli esperti che hanno elaborato il Psr della Calabria hanno individuato quattro priorità: sostenibilità, ambiente e cambiamenti climatici; competitività del sistema agricolo; sviluppo territoriale equilibrato: innovazione e sviluppo conoscenze e competenze.

I numeri. Secondo le previsioni illustrate dagli esperti che hanno lavorato al Psr, "quasi 1.700 aziende dovrebbero fruire di un sostegno per investimenti di ristrutturazione e ammodernamento e 950 giovani agricoltori otterranno aiuti allo start-up delle loro aziende". A questo si aggiunge il contributo in termini di inclusione sociale e sviluppo economico nelle zone rurali, fornendo una migliore banda larga e creando 450 nuovi posti di lavoro. Tradotto in termini occupazionali, il Psr Calabria conta di promuovere 4.000 nuovi occupati totali in agricoltura, attraverso un impatto diretto e indiretto, con 200 nuove attività extragricole e strat-up innovative e 200 nuovi occupati grazie alle strategie di sviluppo locale Leader. Gli obiettivi sono ambiziosi, dunque, ma la strategia esposta nel corso dell'iniziativa è stata individuata con chiarezza: "Il Psr della Calabria - è stato detto - finanzierà interventi nel quadro di tutte e sei le priorità di sviluppo rurale, con particolare attenzione alla preservazione, al ripristino e alla valorizzazione degli ecosistemi relativi all'agricoltura e alle foreste e al miglioramento della competitività di questi settori".