La seduta del Consiglio comunale di Vibo va deserta ed ecco che, immediatamente, l'opposizione reagisce.

Russo. "La maggioranza diserta ancora una volta i lavori del Consiglio comunale in prima convocazione. Non è una notizia che i vari gruppi, a sostegno dell'attuale sindaco, attendono il rimpasto della Giunta per occupare qualche poltrona in più, tenendo sotto ricatto il sindaco. Chi paga le conseguenze, le difficoltà di questa maggioranza targata Costa/Luciano e compagnia sono i cittadini vibonesi". E' quanto sostiene il capogruppo Pd, Giovanni Russo. "Siamo di fronte al vuoto progettuale, all’incertezza amministrativa e alla divisione politica interna. La 'luna di miele' della maggioranza si è eclissata a meno di due anni dal suo insediamento. Il bilancio amministrativo di questi primi mesi? Nessuna strategia: attuano - continua - semplicemente la politica del rattoppo in ogni ambito. È evidente che Vibo continua a non essere amministrata da chi invece in campagna elettorale aveva promesso mari e monti".


Lo Schiavo. "Come già ampiamente previsto, a causa delle fibrillazioni permanenti dovute alle ambizioni per la composizione della Giunta comunale, la maggioranza che guida il Comune di Vibo Valentia dimostra, ancora una volta, di non avere i numeri per affrontare il Consiglio comunale in prima convocazione scegliendo di rimandare ogni discussione in seconda convocazione, nella consapevolezza di dover ricercare quorum più bassi, attese le numerose defezioni al proprio interno". Questo il punto di vista di Antonio Lo Schiavo, capogruppo dei Progressisti per Vibo. "L'odierna seduta di Consiglio comunale, andata nuovamente deserta, ha quindi un significato politico ben preciso: l'Amministrazione Costa ha perso forza dopo solo due anni, divisa e logorata da conflitti interni che stanno paralizzando ogni azione amministrativa. La nostra preoccupazione è che ancora una volta non succederà nulla e che si preferirà continuare a vivacchiare fino alla fine del mandato, in una città agonizzante dalla quale chi ha una minima opportunità di vita altrove, scappa. Non è questo il futuro che sognavamo per Vibo".