Uccise il cugino per gelosia, pena dimezzata e in aula scoppiano le proteste
Pena rideterminata in Appello per Gaetano Muller, il 19enne di Soriano accusato di aver ucciso la sera del 4 marzo del 2018 il cugino Bruno Lazzaro con una coltellata all'addome inflitta mentre i due erano in località Savini, nei pressi di Sorianello, entroterra vibonese. La Corte d'assise d'appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Gabriella Reillo, ha infatti concesso all'imputato uno sconto di pena infliggendo 16 anni di reclusione a fronte dei trenta della sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Vibo Valentia. Un verdetto che ha scatenato l'ira dei familiari della vittima presenti in aula alla lettura del dispositivo. Proteste veementi, urla e insulti contro la corte e gli avvocati della difesa.
Niente premeditazione. Al termine della requisitoria il sostituto procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna a 30 anni di reclusione e sulla stessa linea si erano posizionati anche le parti civili rappresentati dagli avvocati Nazzareno La Tassa e Marcello Scarmato. I giudici hanno parzialmente accolto le argomentazioni prospettate dalla difesa di Muller, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Enzo Galeota. Venuta meno la premeditazione dell'omicidio la pena è stata praticamente dimezzata. Per le motivazioni bisognerà attendere i consueti novanta giorni.
La ricostruzione dell'omicidio. Gaetano Muller aveva confessato l'omicidio nel corso dell’udienza convocata per discutere della richiesta di rito abbreviato avanzata dai suoi difensori Giuseppe Di Renzo e Vincenzo Galeota. Al giudice ha riferito di essere stato lui ad uccidere il cugino Bruno Lazzaro lo scorso 4 marzo con una coltellata all’addome. Lo avrebbe fatto al termine di una lite mentre i due erano in auto in località Savini dove si erano dati dati appuntamento per un chiarimento. Alla base della tragedia dunque un movente passionale maturato in ambito familiare. Ciò che i carabinieri avevano subito ipotizzato nelle ore immediate all’omicidio. D’altronde la prima versione fornita da Muller agli inquirenti non aveva assolutamente convinto. La vicenda risale allo scorso 4 marzo. Intorno alle 18 era arrivata una chiamata dello stesso Muller ai carabinieri di Soriano nella quale avrebbe riferito che il cugino si sarebbe ferito con un pezzo di ferro. Il decesso del giovane sarebbe arrivato da lì a breve. A quel punto gli investigatori hanno avviato le indagini, ascoltando anche i familiari della vittima. Ma era il racconto di Muller ad apparire in più punti contraddittorio. Il cerchio si stringeva così intorno al giovane. Fino ad arrivare alla causa del ferimento. Bruno Lazzaro si era fidanzato con la ragazza con cui Muller aveva interrotto appena due mesi prima una relazione sentimentale. Scoperta la relazione, il giovane avrebbe chiesto al cugino di andarsi a chiarire “ai Savini” dove sarebbe maturato il grave fatto di sangue.
