'Ndrangheta: estorsione a testimoni giustizia vibonesi, due assoluzioni in Appello
In primo grado il Tribunale di Vibo aveva condannato Pantaleone Mancuso ("Scarpuni") e Raffaele Fiumara per estorsione ai danni degli imprenditori Ceravolo
La prima sezione penale della Corte d'Appello di Catanzaro ha assolto "perchè il fatto non sussiste" Pantaleone Mancuso, alias "Scarpuni", 55 anni, boss di Limbadi residente a Nicotera Marina, e Raffaele Fiumara, 63 anni, di Francavilla Angitola, entrambi arrestati nell'operazione antimafia denominata "Never Ending" scattata nell'ottobre 2013 con il coordinamento dell'allora pm della Dda di Catanzaro, Simona Rossi, e con indagini sul "campo" affidate alla Squadra Mobile di Catanzaro diretta all'epoca da Rodolfo Ruperti.


Minaccia ed estorsione aggravate dal metodo mafioso ai danni dei testimoni di giustizia Vincenzo e Giampiero Ceravolo le accuse dalle quali i due imputati sono stati assolti. Raffaele Fiumara era accusato di aver tentato di indurre con violenza e minaccia il testimone di giustizia Vincenzo Ceravolo a ritrattare le accuse nei riguardi di Pantaleone Mancuso formulate in altro procedimento, quello denominato "Breccia". A sostegno dell'impalcatura accusatoria - che non ha retto al vaglio dei giudici d'appello - c'erano una serie di intercettazioni ambientali fra l'imprenditore di Briatico e testimone di giustizia Salvatore Barbagallo e l'imprenditore ittico di Vibo Marina (e pure lui testimone di giustizia) Vincenzo Ceravolo a bordo della Mercedes di quest'ultimo.

In primo grado, invece, il Tribunale di Vibo Valentia (Vincenza Papagno presidente, a latere i giudici Mariagrazia Monaco e Giovanna Taricco) il 14 ottobre 2015 aveva condannato Pantaleone Mancuso alla pena di 4 anni e 6 mesi, mentre Raffaele Fiumara era stato condannato a 4 anni di carcere. Gli imputati era stati condannati pure al risarcimento nei confronti delle parti civili liquidato in 10 mila euro, al pagamento delle spese processuali ed alle spese di mantenimento per la custodia cautelare in carcere. Era stata inoltre applicata ad entrambi gli imputati l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni che ora la sentenza d'appello ha cancellato. Analoghe richieste di pena erano state formulate in primo grado dal pm della Dda di Catanzaro, Saverio Vertuccio. Vincenzo Ceravolo si era costituito parte civile nel processo con l'assistenza dell'avvocato Antonello Fuscà.

In appello, il procuratore generale di Catanzaro, Adalgisa Rinaldo, aveva chiesto la conferma della sentenza del Tribunale collegiale di Vibo Valentia.
Pantaleone Mancuso era difeso dall'avvocato Francesco Calabrese, mentre Raffaele Fiumara è stato assistito dall'avvocato Diego Brancia. Entrambi i difensori si sono visti accogliere i loro motivi d'appello. Raffaele Fiumara aveva finito di scontare negli Usa una condanna per narcotraffico rimediata nella storica operazione denominata "Pizza connection" contro i clan siciliani e calabresi. (g.b.)
