Il Partito democratico calabrese verso il congresso: cambiare o morire
Il Partito democratico calabrese verso la "rifondazione", o almeno si spera. Si è riunita, infatti, ieri la commissione regionale per il congresso, alla presenza dei segretari di federazione, per una discussione a tutto campo su temi e tempi della stagione congressuale ufficialmente aperta dall'assemblea nazionale del Pd, nella riunione dello scorso 7 luglio a Roma.
I lavori. "La commissione - si legge in una nota - ha deciso di trasferire il confronto all'interno della direzione regionale del partito che sarà convocata così come proposto oggi dalla commissione. Alla direzione regionale si aggiungono una serie di altri appuntamenti emersi dalla discussione di oggi. In primo piano l'urgenza e la necessità di un coinvolgimento nella stagione congressuale, che si terrà in autunno, dei circoli. Alle strutture territoriali del Pd si chiederà un contributo di temi e proposte sul futuro del partito in Calabria e sulla ormai imminente selezione del nuovo gruppo dirigente".
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La proposta. La commissione ha anche proposto l'organizzazione - prima dell'indizione formale del congresso - di una giornata di approfondimento e studio dedicata a tre argomenti: una nuova forma partito, il progetto politico del Pd Calabria, Mezzogiorno. "Il senso di questa ultima iniziativa - chiosa la nota - è quello di un confronto aperto tra tutte le articolazioni e le voci del partito e i contributi che arriveranno anche dall'esterno, per gettare le fondamenta e tracciare un orizzonte della futura discussione congressuale".
Partito ad un bivio. Al pari del nazionale, anche il Pd regionale è alla ricerca della "retta via" dopo i disastrosi risultati delle scorse politiche che hanno visto il partito, guidato in Calabria dall'ex segretario Ernesto Magorno, precipitare ai minimi storici con la conseguente drastica sforbiciata alla rappresentanza parlamentare. Ma il 4 marzo è ormai alle spalle. Adesso a disturbare i sogni dei democratici ci sono le regionali del prossimo anno che rischiano di riservare altre brutte sorprese al principale partito di centrosinistra. Non a caso lo stesso governatore Mario Oliverio, conscio delle difficoltà del principale azionista della sua maggioranza, sta cercando di smarcarsi puntando su un'alleanza larga, con il Pd quasi relegato a gregario di second'ordine. Del resto, il centrodestra calabrese ha ricominciato a dare segni di vitalità mentre il Movimento Cinque Stelle, sebbene sui territori evidenzi sempre dei limiti, parte da percentuali che in molte aree della Calabria hanno superato quota 50. Da qui "'allarme rosso" per il Pd, alla ricerca di un segretario in grado di riparare, ove è possibile, alle ormai tante "Caporetto" del passato. Il bivio è imprescindibile: cambiare o morire.
