'Ndrangheta nel Vibonese, nessuna sorveglianza speciale per indagato (NOME)
Decisione del Tribunale di Catanzaro nel procedimento di prevenzione: esclusa la misura proposta dalla Procura

Si chiude con un rigetto la vicenda cautelare avviata dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro nei confronti di Pino Fusca. Il Tribunale della prevenzione ha infatti respinto la richiesta di applicazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per due anni, ritenendo non sussistenti i presupposti richiesti dalla normativa.
La misura era stata sollecitata nell’ambito degli approfondimenti investigativi collegati all’operazione “Rinascita-Scott”, in cui Fusca veniva indicato come presunto appartenente a contesti riconducibili alla ’ndrina di Cessaniti, inserita nella struttura della locale di Zungri. Secondo l’impostazione della Procura, l’uomo avrebbe avuto un ruolo in attività illecite legate a stupefacenti, armi e reati contro il patrimonio, elementi ritenuti indicativi di una pericolosità sociale qualificata.
La difesa, affidata all’avvocato Giuseppe Bagnato, ha contestato la ricostruzione, sottolineando come nei confronti di Fusca non siano mai state formalizzate imputazioni né richiesto il rinvio a giudizio nell’inchiesta citata. Richiamati anche precedenti e frequentazioni ritenuti non attuali e dunque non idonei a fondare una misura di prevenzione.
Il Tribunale, sciogliendo la riserva, ha accolto tale impostazione, escludendo la pericolosità sociale attuale e rigettando la proposta della Procura.
