Giovedì, nella sede della locale Questura, il sindacato distribuirà tra gli uomini delle Forze dell'ordine una lettera-appello rivolta al presidente della Repubblica

Si intende garantire in ogni modo possibile la sicurezza. Ma nelle condizioni in cui si opera "il servizio è pregiudicato da pesanti tagli di bilancio e da politiche inefficaci". Perché attualmente le Forze dell'ordine sono costrette ad operare "nel contesto di un apparato della sicurezza ormai debilitato". Ragion per cui il Sindacato autonomo di Polizia di Vibo, dopo essersi riunito in assemblea con i lavoratori e aver visionato con loro  un video divulgato dal nazionale, ha deciso di intraprendere una nuova forma di protesta.

La protesta. Giovedì 11, dalle ore 12 alle ore 14, nella Questura di Vibo, il Sindacato autonomo di Polizia distribuirà ai poliziotti e a tutti gli appartenenti alle Forze dell'ordine della città delle cartoline. All'interno vi sarà contenuto un appello rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché venga in loro soccorso, per risolvere i problemi divenuti ormai endemici del sistema, "in cui- sostiene la segreteria provinciale - le libertà fondamentali di espressione in dissenso con l'attuale gestione vengono represse finanche con provvedimenti amministrativi costruiti con motivazioni false".

I problemi della categoria. Le pesanti carenze di organico, determinate con la riduzione di 45 mila unità nelle Forze dell'ordine (di cui 18 mila nella sola Polizia), la macroscopica inadeguatezza dell'attrezzatura (caschi marci, armi vecchie anche di 40 anni o poco meno, giubbetti antiproiettile scaduti, auto non efficienti, divise insufficienti), il deficit di addestramento (preparazione specifica antiterrorismo per un numero ridottissimo di operatori, mentre per gli altri solo con un corso teorico di poche ore), lo sfacelo di molte strutture in cui alloggia e opera il personale e la mancata fornitura di strumenti (spray antiaggressione e videocamere in ogni teatro operativo che possono evitare tante tragedie e altrettanti calvari giudiziari), rendono lo svolgimento del servizio notevolmente difficoltoso, indebolendo peraltro tutto il sistema.

Le denunce del Sap. "Le denunce pubbliche del sindacato - sostiene la segreteria provinciale - hanno prodotto una violenta reazione del ministero, che ha sottoposto i suoi dirigenti a procedimenti disciplinari, sospensioni dal servizio, e deferimenti all'autorità giudiziaria". Il 21 gennaio il segretario generale Gianni Tonelli avrebbe pubblicamente dimostrato che quanto rivelato dal Sindacato agli organi d'informazione "risponde a pura verità" e da allora per protesta ha iniziato un rigoroso sciopero della fame rivolgendo un appello al presidente Mattarella, "perché intervenga a ripristinare i regolari principi di uno stato di diritto". Per questo, oltre alla protesta provinciale, venerdì si terrà un volantinaggio davanti al Viminale, cui parteciperanno anche le altre sigle della categoria. (red4)