Finanziamenti illeciti per corsi di formazione, a giudizio l'ex assessore Zavettieri
Associazione per delinquere e truffa, con queste accuse il gup del Tribunale di Catanzaro ha rinviato a giudizio sedici persone coinvolte nell'inchiesta sui presunti illeciti nella gestione dei corsi di formazione della Regione Calabria. Tra le persone mandate a processo figura anche l'ex assessore regionale Saverio Zavettieri. Il processo inizierà il 23 marzo. Altre tre persone sono state prosciolte, mentre per 11 indagati è scattata la prescrizione. L'inchiesta venne aperta nel 2005 dall'allora pm Luigi De Magistris. Secondo l'accusa gli indagati, a vario titolo, avrebbero fatto parte di una vera e propria associazione creata ad hoc per ottenere illecitamente finanziamenti per corsi di formazione professionale e corsi di ricerca 'fittizi' per un importo totale di oltre 11 milioni 490 mila euro, dei quali 5 milioni 652mila euro effettivamente percepiti.
Insieme a Zavettieri sono stati rinviati a giudizio: Maurizio Vadacchino, di Amantea, all'epoca dei fatti legale rappresentante e amministratore di enti no profit, Maria Raluca Bilt, Sviatlana Malets, Maria Cristina Alfano, Laura Mollica, Riccardo Giannetti, Roberto Ragadali, Francesca Papini, Umberto Dal Maso, Marino Bonanno, Silvano Perri, Francesco Sassone, Tommaso Caporale, Adelina Nesci, Egidio Esposito.
Secondo l’accusa, il socialista Saverio Zavettieri, quale ex assessore regionale alla Cultura avrebbe nominato come consulente esterno e componente della Commissione aggiudicatrice dei finanziamenti, Maurizio Vadacchino, che sarebbe stato anche amministratore e legale rappresentante di enti no profit che si sarebbero aggiudicati i finanziamenti.

Prescrizione. Non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per: Giovanni Antonio Bruno, Maria Concetta Sinatra, Vincenzo Scerra, Vincenzo Loiero, Antonino De Lorenzo, Laura Di Renzo, Giacomo Guido, Annunziata Tripodi, Antonio Borrello, quest'ultimo ex consigliere regionale, residente a Pizzo Calabro.
L’inchiesta. Ad indagare per primo nel 2005 era stato l’allora pm della Procura di Catanzaro, Luigi De Magistris, con l’inchiesta che era stata poi ereditata dai sostituti procuratori Elio Romano e Alberto Cianfarini. Una maxi truffa da 11 milioni di euro, sottratti con false attestazioni all’Unione Europea nell’ambito dei progetti Por 2002/2006 e Pon per corsi di alta formazione professionale e master finanziati dal Miur e dalla Regione Calabria.

Quella scoperta, ad avviso degli inquirenti, sarebbe una vera e propria associazione a delinquere che avrebbe avuto il suo “vertice” nell’imprenditore cosentino Maurizio Vadacchino, legale rappresentante di diverse società ed enti no profit, che grazie alla compiacenza di dirigenti e politici si sarebbe accaparrato fondi milionari per corsi fittizi mai tenuti. I falsi corsi negli incartamenti presentati all’Agenzia erogatrice, sarebbero stati attestati con la complicità di dirigenti scolastici, docenti universitari, funzionari regionali e commercialisti che avrebbero emesso fatture false per ottenere il rimborso di cifre esorbitanti. Vadacchino è accusato non solo di truffa e corruzione, ma anche per i reati di violenza e minacce. Il 90% dei reati è in ogni caso ormai coperto dalla prescrizione, atteso che l’inchiesta era stata trasferita per competenza territoriale a Paola per poi essere rimandata a Catanzaro. Un lasso di tempo sufficiente a mandare in prescrizione la gran parte dei reati.
