Depositi costieri, Mammoliti: "Abbassare i toni, la sfida è appena iniziata"
L'ex consigliere regionale interviene sul futuro di Vibo Marina: «Opportunità storica, ma serve responsabilità sociale d’impresa e un nuovo accordo sulle accise con Governo e Regione»
Sulla delicata questione della delocalizzazione dei depositi costieri di Vibo Marina, l’ex consigliere regionale Raffaele Mammoliti invita alla prudenza e alla coesione istituzionale. In un momento in cui il dibattito pubblico rischia di polarizzarsi, Mammoliti richiama l’attenzione sulla necessità di un approccio pragmatico, lontano da trionfalismi prematuri o strumentalizzazioni politiche.
Secondo Mammoliti, il territorio si trova davanti a un bivio storico. Per decenni i depositi hanno rappresentato un asset economico fondamentale, ma oggi si profila finalmente la possibilità di un nuovo modello di sviluppo sostenibile.
"Dopo diversi rinnovi ventennali, oggi si apre realmente un’opportunità grazie alla volontà e alle opzioni messe in campo dall’attuale amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Enzo Romeo", dichiara l’esponente del Pd, dando atto alla giunta del coraggio di aver aperto una fase di cambiamento strutturale.
Tuttavia, il percorso è ancora lungo: "Non si può e non si deve cantare vittoria. La soluzione è tutta da costruire e bisogna ragionare con i tempi della legislatura, evitando confronti pubblici sterili".
Un passaggio netto del suo intervento riguarda il rapporto tra istituzioni e aziende private, con un riferimento diretto alla Meridionale Petroli. Mammoliti sottolinea come, nella storia industriale del territorio, colossi come Italcementi o l'ex Nuovo Pignone non abbiano mai assunto toni di sfida verso il pubblico.
"La Meridionale Petroli deve aprirsi al confronto con l’amministrazione comunale con la dovuta consapevolezza", incalza l’ex consigliere regionale. L’obiettivo deve essere quello di coniugare i legittimi interessi aziendali con i principi della responsabilità sociale, garantendo la permanenza del sito nel territorio, la tutela dei posti di lavoro e la sicurezza di cittadini e maestranze.
L’analisi di Mammoliti si sposta poi sul piano economico-finanziario, riproponendo una battaglia già condotta tra i banchi del Consiglio Regionale: la gestione delle accise petrolifere. Le compagnie versano centinaia di milioni di euro allo Stato; di questi, solo una minima parte torna in Calabria per il trasporto pubblico. La città di Vibo Valentia, pur subendo i disagi logistici e ambientali (inquinamento acustico, atmosferico e viabilità compromessa), non riceve benefici economici diretti da questa ripartizione.
Per uscire dall'impasse e rendere concreta la delocalizzazione, Mammoliti traccia una "road map" basata su due pilastri: interlocuzione con il Governo, per ottenere il riconoscimento economico per gli anni pregressi e nuovi investimenti per sostenere il trasferimento degli impianti, verificare in modo trasparente l’impegno di tutti gli attori coinvolti (Enti, sindacati, aziende).
Da Mammoliti un appello alla responsabilità collettiva per favorire una ricaduta positiva sul destino ambientale e sociale dell’intera provincia.
"Siamo davanti a un passaggio storico", conclude Mammoliti. “L'intera classe dirigente è chiamata a misurarsi con una collaborazione fattiva per il bene del territorio”.
