In un momento in cui la popolazione delle località costiere aumenta in modo esponenziale per l’arrivo dei turisti, sono ben 33 le postazioni di emergenza territoriale rimaste scoperte lungo tutta la regione, dalla costa tirrenica a quella ionica.

Il dato allarmante è stato reso noto in seguito alla delibera firmata il 24 luglio scorso dal direttore generale dell’Asp, Antonello Graziano, nominato da Azienda Zero per l’assegnazione – tramite gara pubblica – del servizio ambulanza ai soggetti privati nelle zone non più coperte dal servizio pubblico. Ma i risultati ottenuti dalla procedura, invece di rassicurare, mettono in evidenza una realtà preoccupante.

La mappa delle criticità

Ecco la situazione nel dettaglio:

  • Reggio Calabria: solo 2 postazioni attive su 19
  • Cosenza: 4 postazioni scoperte su 29
  • Crotone: 4 su 5 risultano non operative
  • Catanzaro: solo 7 su 11 sono funzionanti
  • Vibo Valentia: 1 sola postazione su 5

Il servizio di emergenza privata, assegnato formalmente il 30 luglio a associazioni di volontariato accreditate, è pensato come misura temporanea per 45 giorni, per far fronte al picco di richieste che si verifica ogni estate. Ma l’implementazione effettiva si scontra con ritardi, carenze e – in alcuni territori – con un completo vuoto operativo.

Ambulanze con personale limitato

Le ambulanze attivate per questa emergenza stagionale avranno a bordo solo autisti-soccorritori, figure non abilitate alla somministrazione di farmaci – salvo rare eccezioni – e incaricate esclusivamente del trasporto dei pazienti verso le strutture ospedaliere. Una misura tampone che, seppur utile in alcuni casi, non può sostituire un sistema di emergenza pienamente funzionante, soprattutto in situazioni critiche dove ogni minuto è decisivo.

Il caso Vibo Valentia: un territorio quasi del tutto scoperto

La situazione più drammatica si registra nel territorio vibonese. Delle cinque postazioni previste, solo quella di Pizzo Calabro è attualmente operativa. Le restanti – Nicotera, Mongiana, Filadelfia e Vibo Valentia città – restano scoperte, lasciando priva di copertura gran parte della provincia in uno dei periodi più delicati dell’anno.

Una condizione che rischia di sovraccaricare il già fragile sistema sanitario locale, con tempi di risposta più lunghi, maggiore pressione sugli ospedali e inevitabili conseguenze sulla sicurezza di residenti e turisti.