Stefanaconi, un anno fa la scomparsa di Nicola Arcella: si diede fuoco nel cimitero
Un anno esatto fa, il 24 novembre del 2019, si è spento all'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dov'era ricoverato, Nicola Arcella. Impiegato comunale di Stefanaconi, ricordato come un gran lavoratore e un uomo di grandi valori, il giorno prima si era dato fuoco nel cimitero del piccolo paese alle porte di Vibo. A distanza di un anno non è mai stato chiarito il motivo per cui abbia deciso autonomamente di denudarsi, cospargersi di benzina e darsi fuoco. Si trovava a dover affrontare il precariato, una condizione di instabilità lavorativa, ma non sembrò essere stato questo a creare un disagio tale da portarlo a un gesto così eclatante.
Padre di tre figli, 58 anni, militante di sinistra, era descritto come un uomo retto e mai incline al compromesso, rimasto fedele per decenni ai propri ideali. Segretario provinciale di Rifondazione Comunista, aveva successivamente aderito a Sinistra Italiana e infine al Movimento “Il Sud che sogna” che fa capo all'attuale sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
"Caro Nicola, sei stato grande lavoratore - lo aveva ricordato il sindaco di Stefanaconi, Salvatore Solano - un cittadino modello, un uomo di grandi valori umani. Sei stato sempre un grande combattente, hai creduto in una società più giusta, più equa, figlia di una società più ideale che reale. Custodirò con me molte delle cose che ci siamo detti, il tuo modo garbato di chiedere ogni cosa, ma soprattutto la tua dirittura morale. Ti ricorderò sempre e cercherò di portare avanti il mio mandato da sindaco prendendo spunto da molti tuoi insegnamenti".

