Racket e usura in Calabria, Governo: "Diminuiscono le denunce ma non i reati"
Estorsione e usura costituiscono “reati sentinella” divenuti funzionali "all’acquisizione di attività imprenditoriali, secondo un disegno criminoso perseguito attraverso la preoccupante infiltrazione di tali consorterie nel tessuto economico del centro Nord, fenomeno ampiamente certificato in numerosi e recenti atti giudiziari". Reati che, nonostante gli sforzi di forze dell'ordine e magistratura, "non fanno registrare cali significativi nelle regioni di tradizionale origine e insediamento delle consorterie criminali". In altre parole: un problema che affligge tutta Italia, da Nord a Sud, e che non si arresta in quanto molto importante per gli affari della criminalità organizzata. È questo quanto emerge dalla relazione annuale dell'Ufficio del commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura.
Le misure adottate. "L’attività del Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura si è svolta, anche nel 2019, su due direttrici principali, consistenti nella Presidenza del Comitato di solidarietà per le vittime dei reati estorsivi e usurari e nella promozione e nel raccordo di iniziative, da svolgersi principalmente sul territorio". È infatti presente un fondo di solidarietà gestito dal Comitato che, nello scorso anno, si è riunito 36 volte, esaminando 2.179 posizioni e deliberando la concessione di circa 18 milioni di euro tra elargizioni e mutui, di cui: circa 14 milioni di euro in favore delle vittime di estorsione e circa 4 milioni di euro a sostegno delle vittime di usura.
La situazione in Calabria. In Calabria ci sono stati diversi incontri con le Prefetture che hanno permesso di dare il via a un progetto condiviso di crescita sulle tematiche di settore e a suggerimenti per lo sviluppo di nuove strategie. Del fondo di solidarietà sono stati utilizzati circa 1 milione e mezzo di euro a favore dei calabresi vittime di estorsione, a fronte di 40 istante presentate al Comitato, e poco più di 180mila euro a sostegno delle vittime di usura, a fronte di 18 istanze.
Diminuzione delle denunce dei calabresi. Rispetto all'anno precedente, il 2018, in Calabria c'è stata una diminuzione delle denunce presentate al Comitato. Nello specifico le istanze per usura sono rimaste sempre 18 (ma nel 2017 erano state 27), mentre quelle per estorsione sono passate da 52 a 40. Il dato però non deve essere letto positivamente. Come viene sottolineato nella relazione, infatti: Il numero delle istanze si è progressivamente ridotto negli anni, a fronte di fenomeni criminali che mantengono una dimensione preoccupante, così come dimostrato dalle operazioni di polizia giudiziaria, in gran parte avviate d’iniziativa piuttosto che in seguito a denunce da parte delle vittime. L’immutata aggressività della criminalità organizzata si avvantaggia di un atteggiamento tendenzialmente reticente delle vittime, ora per paura, ora per un malriposto sentimento di sudditanza e/o gratitudine nei confronti dell’estorsore o dell’usuraio, ora per una forma di indifferente connivenza, ora per la sottovalutazione di quanto sta accadendo".
