Cinque poliziotti risultano indagati per omicidio colposo nell’inchiesta sulla morte di Davide Suvilla, 39 anni, deceduto il 27 aprile al termine di un inseguimento in Valle d’Aosta. L’uomo, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe morto dopo essere precipitato da un camion da cava che aveva poco prima rubato nel tentativo di sottrarsi a un controllo delle forze dell’ordine.

La fuga sarebbe iniziata in un parcheggio del Milanese, dove il mezzo sarebbe stato sottratto. Dopo aver evitato un primo posto di blocco, il camion avrebbe proseguito a forte velocità lungo la statale 26, attraversando diversi centri abitati e tentando di eludere le pattuglie intervenute. Nel corso dell’inseguimento si sarebbe verificato anche un contatto con un’auto di servizio.

In una fase concitata, uno degli agenti avrebbe tentato di salire nella cabina del camion in movimento dal lato passeggero per bloccare la corsa del mezzo. Per sottrarsi all’intervento, il conducente avrebbe aperto la portiera lato guida e si sarebbe lanciato sull’asfalto mentre il veicolo era ancora in marcia.

L’impatto è risultato fatale: l’uomo ha riportato gravi traumi cranici e toracici. I soccorsi sono stati immediatamente allertati dagli stessi agenti, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. L’autopsia ha confermato la gravità delle lesioni.

La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico dei cinque poliziotti, atto dovuto per consentire gli accertamenti sulla dinamica dell’intervento e sulle modalità operative adottate durante l’inseguimento.