Vibo, il rimpasto di giunta è imminente: ecco chi rischia
Il rimpasto di giunta è ormai imminente. Sono ore bollenti nelle sedi delle forze di centrodestra per definire i nomi e fornire al sindaco le indicazioni rispondenti ai criteri che Maria Limardo avrebbe prefissato. Due sono le questioni su cui è aperto il dibattito nelle ultime ore. In primis, il gruppo di Città Futura, quello che fa riferimento a Vito Pitaro, avrebbe chiesto una se non addirittura due poltrone aggiuntive in seno all’esecutivo di Palazzo “Luigi Razza.
In secondo luogo, c’è il nodo legato al ridimensionamento, fortemente voluto dalla medesima area del vicesindaco Domenico Primerano. Non che tutto si risolva qui. C’è da affrontare una volta per tutte la posizione di Coraggio Italia. Il gruppo ormai ben nutrito che fa riferimento all’area di Francesco De Nisi da tempo vota le pratiche amministrative e non tenderebbe, spontaneamente, a collocarsi all’opposizione, ma aperture significative al momento non ne sono arrivate e senza un posto nell’esecutivo la strada è praticamente segnata. Passiamo adesso ai criteri.
Il sindaco –secondo quanto trapela dalle secrete stanze –avrebbe deciso di mantenere inalterato il veto allo scorrimento delle liste, dunque, la nomina ad assessori di attuali consiglieri comunali. Questo modus operandi sbarrerebbe il passo a più di qualche aspirante assessore, attualmente seduto tra i banchi di palazzo “Luigi Razza”. Dunque, i nuovi componenti l’esecutivo dovranno essere individuati in seno ai non eletti delle liste di centrodestra, magari quelle medesime compagini che saranno private del rappresentante in giunta. Quanto agli uscenti, i nomi di coloro i quali rischiano grosso non cambiano.
Due donne, Daniela Rotino, assessore alla Cultura e Rosamaria Santacaterina, quest'ultima subentrata a Franca Falduto, ma sepolta da un’infinità di polemiche rispetto al proprio operato –polemiche scatenate spesso dalla stessa maggioranza –sono le principali indiziate a lasciare il Comune. Al sicuro, invece, Vincenzo Bruni e Giovanni Russo, in quota Forza Italia e Città Futura e Maria Teresa Nardo, espressione del primo cittadino, oltre che vicina a Forza Italia, ma sostanzialmente ritenuta un tecnico fondamentale nella fase di rimodulazione del Piano di riequilibrio.
Dovrebbe rimanere anche Domenico Primerano, nonostante il vicesindaco sia stato sottoposto a un vero e proprio processo per la gestione del Personale, nel corso degli ultimi due mesi, da parte di Città Futura. Da sciogliere pure il nodo legato al futuro dell’assessore all’Urbanistica Pasquale Scalamogna, il cui destino è legato alle decisioni di Tonino Daffinà, suo capocorrente. Nessuno mette in dubbio la bontà del suo operato, su diversi fronti, ma la dura lex della politica potrebbe imporre anche a lui un passo indietro. Insomma, a questo punto manca davvero poco a quello che si preannuncia come il primo vero tagliando della consiliatura per la giunta targata Maria Limardo.
