Migranti positivi al Covid, Usip: "Serve vera tutela delle Forze dell’ordine"
"Gli sbarchi dei migranti avvenuti recentemente a Roccella Jonica in Calabria (che hanno causato la quarantena per 25 poliziotti del Commissariato di Siderno) e quelli avvenuti a Pozzallo e Lampedusa in Sicilia, e più in generale tutti gli sbarchi che in questo periodo estivo aumentano sempre più in Italia, come primo Paese di approdo della porta mediterranea, stanno avendo delle ricadute negative a carico dei poliziotti che non sono più sostenibili". Così in una nota il segretario generale dell’Unione sindacale italiana poliziotti (Usip) Vittorio Costantini, che aggiunge: "Troppi operatori delle Forze dell’Ordine, in questi ultimi giorni, sono a serio rischio di contagio, ciò è la dimostrazione lampante che la questione relativa ai migranti, continua ad essere gestita nel modo sbagliato, non è più possibile che il prezzo da pagare, per le inefficienze gestionali di livello politico, ricada sempre sulle spalle delle Forze dell’Ordine".
Serve personale medico specializzato. "È arrivato il momento - continua il segretario Costantini - che le istituzioni politiche si rendano conto che la tematica dei migranti non può più essere gestita, in prima istanza, come un problema di ordine e sicurezza pubblica; le Forze dell’ordine in questi casi devono intervenire, in modo eventualmente residuale, per sovrintendere le operazioni di sbarco, ciò vuol dire, che in prima battuta necessita l’intervento del personale medico sanitario specializzato che sia in grado di effettuare un tampone ad ogni migrante presente, onde individuare già a monte eventuali positivi, di guisa che le operazioni di sbarco possano avvenire in totale sicurezza, sia per il bene di tutti gli operatori, della locale cittadinanza e anche per il bene dei migranti stessi".
1000 migranti a fronte di una capienza di 300. L’Unione sindacale italiana poliziotti "è contro ogni forma di imbarbarimento della vita sociale, volta alla militarizzazione dei confini, alla costruzione di barriere - afferma Costantini - ma ciò non vuol dire che l’accoglienza, soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo di emergenza epidemiologica, debba essere gestita senza pensare all’incolumità delle Forze dell’ordine. Non è possibile, ad esempio, che all’Hot Spot di Lampedusa si trovino ben 1000 migranti a fronte dei 300, come numero massimo, previsti per questa struttura, perché ciò vuol dire mettere in serio pericolo gli operatori di Polizia preposti per quel servizio e se a questo si aggiunge che il problema della mancanza di personale comporta che i poliziotti sono costretti a turni massacranti, ci si rende conto che tutto ciò sta diventando una vera e propria miscela esplosiva".
Uomini e donne delle Forze dell'ordine "non sono sacrificabili". Costantini, infine, dichiara che la parola ospitalità "è il fondamento del lessico civile di una società aperta e democratica", precisando però che "accanto alla necessità di tutelare questi sacrosanti valori, sarà meglio che le Istituzioni politiche comincino a pensare ad una nuova strategia di accoglienza, in cui si riesca a contemperare l’esigenza di salvaguardare i valori sopra menzionati, con l’altrettanta sacrosanta necessità di tutelare, ad ogni costo, l’incolumità fisica degli operatori delle Forze dell’ordine, che non devono essere trattati come fossero le donne e gli uomini sacrificabili". "Ecco perché - conclude il sindacalista - chiediamo al Governo Conte segnali concreti di attenzione nell’immediato rispetto a tale problema, attraverso tutte quelle operazioni di supporto necessarie ad agevolare il compito delle Forze dell’Ordine, come ad esempio strutture adeguate dove poter effettuare la quarantena e che tengano conto dell’esorbitante numero di migranti presenti e dell’eccessiva calura dovuta alla stagione estiva".
