È previsto nel pomeriggio una riunione del Consiglio dei ministri per affrontare il dossier delle elezioni Regionali in Calabria. Il voto dovrebbe tenersi entro 60 giorni dal congedo del Consiglio regionale (che avverrà domani) ma l'emergenza Coronavirus attualmente in corso mette a rischio la tempistica. La riunione avrà luogo proprio mentre non si è ancora calmata la polemica sulla nomina del nuovo commissario della sanità in Calabria, Giuseppe Zuccatelli, che gli stessi parlamentari del M5S vorrebbero rimuovere dall'incarico.

Serve una Giunta pienamente legittimata. La Giunta regionale e i consiglieri di maggioranza hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, al ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia e al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in cui partendo dall’"impossibilità per l’amministrazione e per il Consiglio regionale, in carica solo per l’ordinaria amministrazione, di adottare provvedimenti all’altezza della sfida che abbiamo davanti" si dicono preoccupati per "un allungamento del vuoto istituzionale sarebbe devastante per la nostra Regione". "Riteniamo che anche il Governo abbia interesse ad avere un interlocutore pienamente legittimato all’interno della Regione Calabria nella Conferenza Stato - Regioni".

Le possibili date. Per queste ragioni, Giunta e consiglieri di maggioranza indicano "quali possibili opzioni di voto, le date del 17, del 24, del 31 gennaio, o, come ultima ipotesi, del 7 febbraio. Siamo sicuri che il Governo non asseconderà strategie di parte, finalizzate a condizionare pesantemente le elezioni in Calabria, acuendo lo stato di incertezza e confusione istituzionale che rischia di provocare danni irreversibili al tessuto sociale ed economico della nostra Regione”.

Legge elettorale. La seduta di "congedo" del Consiglio regionale è prevista per domani, con inizio alle ore 12. Tra i punti all'ordine del giorno la proposta di legge che modifica la legge elettorale in tema di parità di accesso tra uomini e donne nelle candidature, introducendo la doppia preferenza di genere.