Un pomeriggio di sangue e follia ha sconvolto la tranquillità di Mileto. All’interno di un’abitazione in via Giuseppe Di Vittorio, i corpi senza vita di Pasquale Calzone, commercialista di 63 anni, e della moglie Maria Assunta Currà, 55 anni, sono stati rinvenuti in una scena definita dagli inquirenti "agghiacciante". L’ipotesi su cui lavorano i Carabinieri è quella di un tragico omicidio-suicidio.

La coppia, che ha un figlio, stava attraversando una fase di separazione ormai da diversi mesi. Lei si era trasferita in Toscana dalla sorella, ma era rientrata in Calabria proprio in questi giorni con l'obiettivo di stabilirsi definitivamente a Vibo Valentia.

Il dramma si è consumato intorno alle 14:30, quando Maria Assunta era tornata nella casa coniugale per raccogliere gli ultimi effetti personali e terminare le operazioni di trasloco. Una vicina di casa ha riferito ai militari di aver udito chiaramente delle urla strazianti, seguite in rapida successione da alcuni colpi di pistola. Poi il silenzio.

A fare la macabra scoperta, soltanto in serata, è stato il fratello dell'uomo. Preoccupato dal fatto che il congiunto non rispondesse al telefono dalle prime ore del pomeriggio, l'uomo si è recato nell'abitazione, trovandosi di fronte i due corpi immersi in una pozza di sangue.

I Carabinieri hanno transennato l'area e avviato i rilievi scientifici per ricostruire l'esatta dinamica del delitto. Sebbene la pista del gesto estremo dopo il femminicidio appaia la più probabile, gli investigatori mantengono il massimo riserbo in attesa degli esiti degli esami balistici e del medico legale.

La comunità di Mileto è sotto shock per la perdita di un professionista stimato e di una donna descritta da tutti come solare, vittime dell'ultimo, fatale litigio di una relazione ormai giunta al capolinea nel modo più violento possibile.